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Racket delle pompe funebri a Bologna: arrestate 30 persone

I carabinieri hanno sequestrato anche beni e immobili per 13 milioni di euro: associazione a delinquere

Carro funebre
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globalist

17 Gennaio 2019 - 08.24


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Un vero e proprio racket: infermieri a busta paga che indirizzavano i parenti dei defunti verso alcune agenzie funebri. Funzionali delle agenzie che piantonavano i reparti degli ospedali. Dirigenti dei consorzi che suddividevano i lavori solo tra alcune ditte associate e redistribuivano le somme introitate.

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È questa la macchina organizzativa di chi per anni ha controllato il sistema funebre presso l’Ospedale Maggiore e il Policlinico Sant’Orsola-Malpighi a Bologna. Un sistema che è stato smantellato dai carabinieri che questa mattina hanno provveduto all’arresto di 30 persone e al sequestro di beni e immobili per 13 milioni di euro tra Bologna, Modena, Ferrara, Rimini e Gorizia.
Le trenta persone arrestate, secondo la procura di Bologna, sono responsabili di “associazione per delinquere finalizzata alla corruzione”, “corruzione di incaricato di pubblico servizio”, “riciclaggio” e svariate violazioni connesse alla responsabilità amministrativa degli enti.
Le investigazioni – come spiegano i carabinieri – hanno documentato le sistematiche condotte di riciclaggio promosse e coordinate dagli indagati con il reinvestimento del rilevante “nero” aziendale, realizzato con la sistematica mancata fatturazione di parte dei servizi funerari e gestito attraverso specifiche contabilità parallele da parte di sodali incaricati della specifica mansione.

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