La lista civica: togliere la cittadinanza onoraria di Mussolini a Livorno

L'iniziativa di Marco Cannito, capogruppo di Città Diversa, che si è accorto che il conferimento è tuttora in vigore. Vediamo cosa faranno i M5s che hanno la maggioranza

Un calendario di Mussolini

Un calendario di Mussolini

globalist 11 gennaio 2019
Una bella iniziativa, in una città storicamente democratica e dove nacque il partito comunista di Gramsci nel 1921: revocare la cittadinanza onoraria di Livorno a Benito Mussolini.
E' quanto chiederà una proposta di deliberazione del consigliere comunale di opposizione a Livorno, Marco Cannito, capogruppo di Città Diversa (lista civica nata nel 2003), che tempo fa si è accorto che il conferimento è tuttora in vigore.
Cannito presenterà l'atto nel prossimo consiglio comunale, in programma il 17 gennaio, nella città amministrata dal sindaco Cinquestelle Filippo Nogarin.
Nell'atto, che sarà discusso al punto 5 dell'ordine del giorno, si parla infatti della proposta di "annullamento deliberazione n 151/1923: Conferimento della cittadinanza onoraria livornese a S.E. Benito Mussolini".
"Avevo sentito dire che la cittadinanza onoraria a Mussolini era ancora in vigore - spiega Cannito - e avevo sentito dire che negli anni passati a toglierla ci avevano provato i socialisti, ma senza successo. Allora ho fatto fare una verifica negli archivi storici comunali dagli uffici ed è emerso che la delibera c'era e che è valida a tutt'oggi fino a quando non ci sarà una deliberazione contraria per toglierla".
"Ed è per questo che nella prossima seduta consigliare - aggiunge Cannito - presenterò una deliberazione consiliare di annullamento di quella conferita nel 1923. Non si tratta però di una valutazione storica sul Fascismo e su Mussolini, che è lasciata appunto agli storici - puntualizza il consigliere comunale -, ma una deliberazione di questo tipo che rimane intatta è un segno incompatibile con i valori democratici e costituzionali, con la storia di Livorno del secondo dopoguerra e con i valori fondamentali contenuti nello statuto comunale".