La Silp condanna il decreto sicurezza: "mero strumento di propaganda elettorale"

Lo ha affermato Daniele Tissone, segretario nazionale del Sindacato Italiano Lavoratori Polizia di Stato nel corso del congresso a Rimini

Daniele Tissoni

Daniele Tissoni

globalist 9 gennaio 2019
Daniele Tissone, segretario generale del Silp (Sindacato Italiano Lavoratori Polizia di Stato), nel corso del suo intervento al congresso nazionale di Rimini, ha usato dure parole nei confronti del cosiddetto 'decreto sicurezza', definendolo "un mix tra un'ingannevole forma di comunicazione mirante alla mera rassicurazione dei cittadini e uno strumento di propaganda elettorale che rischia di alimentare fortemente i conflitti sociali".
A giudizio del segretario generale del sindacato di Polizia della Cgil, "la strada da percorrere per creare pace, sicurezza e sviluppo, passa dalla difesa della libertà di circolazione: da valori quali uguaglianza, solidarietà, accoglienza, multiculturalismo e pari opportunità". In particolare, ha argomentato Tissone, "ci si dimentica di scorgere nella sicurezza e nella legalità i presupposti rispetto ai quali si giocano l'identità, lo sviluppo e il decoro del Paese".
"Su temi come le risorse per il contratto dei poliziotti, il riordino, le assunzioni e l'unificazione tra le due Polizie, da parte dell'Esecutivo c'è un "silenzio penetrante e imbarazzante" ha proseguito Tissoni. "Rispetto alla nostra proposta sull'unificazione tra le due Polizie a competenza generale - ha osservato - che Salvini nel 2014 appoggiava e che i 5 Stelle sostenevano prima di essere anch'essi al Governo, cosa affermano oggi codesti rappresentanti? Non s'ha da farne più niente? Un silenzio penetrante e imbarazzante - ha concluso Tissone - che ci fa dire, insieme alle mancate risorse per il contratto, le assunzioni e il riordino: 'Sotto la Felpa Niente Sig. Ministro!'"