Certosa di Trisulti: Bannon e l'estrema destra clericale uniti contro Papa Francesco

I sovranisti cavalcano ana versione estremista della “Benedict Option”, cioè dell’idea che i cristiani non possano convivere con gli altri, ma debbano separarsi e creare una comunità di perfetti

Il cardinale tradizionalista Raymond Leo Burke

Il cardinale tradizionalista Raymond Leo Burke

Riccardo Cristiano 29 dicembre 2018

La notizia può apparire di scarso rilievo; oggi le "Comunità solidali" marciano per opporsi alla cessione della Certosa di Trisulti a Steve Bannon e i suoi amici del Dignitatis Humanae Institute. E invece ha grande rilevanza, come il rapporto che dura da anni tra Bannon e l’istituto Dignitatis Humanae, quanto meno dalla video conferenza del 27 giugno 2014 di Steve Bannon, fondatore di Breibart News e poi nominato “chief strategist and senior counselor” dal presidente eletto degli Stati Uniti Donald Trump.


Ad ascoltarlo, in una sala affollatissima, c’erano i membri e gli ospiti del Dignitatis Humanae Institute, che vanta quale presidente del suo comitato consultivo il cardinale Raymond Burke, il primo esponente cattolico a complimentarsi pubblicamente con Donald Trump per la sua vittoria alle elezioni presidenziali e firmatario con altri tre “principi di Santa Romana Chiesa” della richiesta di chiarimenti a papa Francesco su alcune supposte incongruenze dottrinali dell’esortazione apostolica post-sinodale Amoris Laetitia, in assenza dei quali ha ipotizzato una pubblica “correzione fraterna” del papa.


L’incontro stava per concludersi quando a Bannon venne rivolta l’ultima domanda: “Mr. Bannon, come può l’Occidente combattere l’islam radicale senza perdere se stesso, senza smarrire la propria anima?”


A quel punto Bannon ha esposto il suo punto di vista: “Se ripercorriamo la lunga storia della lotta dell’Occidente giudaico-cristiano contro l’islam, io credo che i nostri antenati abbiano mantenuto la loro posizione, e credo che abbiano fatto la cosa giusta. Lo hanno tenuto fuori dal mondo, si trattasse di Vienna o di Tours, o di un’altra città. E ci hanno lasciato in eredità l’uso della grande istituzione che è la  Chiesa dell’Occidente. […]


Guardate ciò che sta accadendo e vedrete che siamo in una guerra dalle immense proporzioni. I nostri antenati furono capaci di sconfiggerlo e sono stati capaci di lasciarci in eredità una Chiesa e una civiltà che è il fiore dell’umanità. Io credo che dobbiamo fare una sorta di “controllo intestinale” e realizzare quale sia il nostro ruolo in questa battaglia che abbiamo davanti.”


Da allora il rapporto tra il signore della Alt Right americana e questo istituto si è vieppiù consolidato. Dunque è importantissimo chiedersi: perché un movimento ricco e prorompente come quello di Steve Bannon va a impiantarsi proprio laggiù? Come è noto infatti il Dignitatis Humanae Institute sta per inaugurare un duplice corso accademico nel Basso Lazio, presso la storica Certosa di Trisulti, che è sita nel comune di Collepardo. Lì gli amici di Steve Bannon, come il cardinale Burke, progettano di fare politica? Politica europea? Non potevano farlo in un bel palazzo, moderno, efficiente e facilmente raggiungibile dalla stampa magari, del centro romano? No, un’antica certosa, patrimonio culturale nazionale, ma dimenticata da tutti, in un posto che neanche chi risiede nel Lazio frequenta.


Fortunatamente i critici di Bannon, con il sostegno del Comune di Collepardo, oggi marciano fino a Trisulti per poi dar vita a un confronto pubblico. Ma il punto rimane: perché l'ex guru di Donald Trump intende far svolgere la parte politica di uno dei percorsi formativi proprio nella certosa di Trisulti.
L’operazione di Bannon, se riuscirà, collegherà il suo progetto politico sovranista e di estrema destra, The Movement, alla storia dei conventi che salvarono e prefigurano l’Europa, grazie al sostegno dell’estrema destra clericale del Dignitatis Humanae Institute che si rifà al cardinale Raymond Leo Burke, alfiere di un cattolicesimo che sempre più chiaramente vede in Papa Francesco un problema per la fede.


La certosa di Trisulti è un monumento nazionale, l'abbazia risale al 1204 e fu data all'ordine dei frati certosini, la chiesa abbaziale fu consacrata nel 1211, ha una biblioteca ricca di 25mila volumi, di lì passò San Benedetto durante le sue predicazioni nel centro Italia, con un portale di un allievo di Michelangelo Buonarroti come molti edifici ha subito rimaneggiamenti nel secoli negli interni in epoca barocca, ha una facciata del 1798. Dal 1947 è della Congregazione dei Cistercensi di Casamari, dal dicembre 2014 la certosa è gestita dal Polo Museale del Lazio e se i programmi non cambiano diventerà sede di un movimento politico.
L’idea dunque non è solo quella di rendere un’antica certosa un castello della politica reazionaria, ispirata alla Alt Right americana, ma molto di più. E’ il tentativo di comprare un’antica certosa per portare in Europa una versione estremista che capovolge la storia dei cistercensi e del monachesimo europeo. Nell’anno della prima crociata, il 1098, alcuni monaci francesi pensarono a tutt’altro, capirono che il cristianesimo passava attraverso differenze etniche, storiche, linguistiche, giuridiche, sociali, e costruirono una rete di monasteri autosufficienti e interconnessi, non riservati ai soli monaci. Si creò così un fenomeno economico continentale, con il mondo esterno che si rivolgeva ai conventi per chiedere consulenza e sostegno. Nasceva l’Europa...


Impossessandosi di Trisulti, Bannon e i suoi intendono prospettare anche visivamente una versione estremista della celebre “Benedict Option”, cioè dell’idea che i cristiani non possano convivere con gli altri, ma debbano separarsi da loro, creare una sorta di comunità di perfetti, loro dicono “ripartire di lì”, in realtà sembra proprio il contrario, lanciare di lì la loro visione del mondo contro i secolaristi e ovviamente le altre religioni.


I cistercensi invece rappresentano esattamente l’opposto. Ecco perché ridurre a un fatto di bei salotti isolati nelle campagne, e periferici, l’operazione avviata da Bannon e dal cardinale che maggiormente lo ammira è un gravissimo errore. Ecco perché sottovalutare il passaggio che si consuma in queste ore è grave. Il cristianesimo, al contrario di quanto ipotizza il celebrato volume “The Benedict Option”, vive in una prospettiva inversa, opposta.


Lo dice chiaramente uno dei suoi documenti fondanti, la Lettera a Diogneto, che presentando i cristiani nel II secolo sottolinea che non hanno una propria lingua, non hanno loro città, non vestono in un modo particolare: parlano, mangiano, vivono e si nutrono come gli altri (barbari o greci), con gli altri. Sono nel mondo, ma non del mondo. A questo modello dovrebbero ispirarsi e richiamarsi tutti coloro che non apprezzano Bannon e i suoi progetti.