Carcere disumano, il giudice ordina uno sconto di pena per un detenuto mafioso

Sette mesi in celle piccolissime in condizioni degradanti. 207 giorni in meno per un condannato a 10 anni per mafia

Carcere

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globalist 26 dicembre 2018

Sette mesi di carcere disumano, in celle piccolissime, inferiori ai tre metri quadrati in media per detenuto, limite che segna il confine tra civiltà e trattamento disumano. Per quei mesi vissuti in carcere, in maniera disumana, un detenuto a suo tempo condannato per mafia, ha ottenuto uno  sconto di 207 giorni sulla pena. Quella detenzione in carcere, per ampi periodi, è stata "disumana e contraria ai principi della Corte europea dei diritti dell'uomo".


Per queste ragioni, il magistrato di sorveglianza di Caltanissetta, Gianluca Creazzo, ha accolto, in buona parte, il reclamo presentato dalla difesa di Gaetano Licata, 35 anni, di Villaseta ( Agrigento ), condannato a 10 anni di carcere con l'accusa di associazione mafiosa. 


Licata, detenuto ininterrottamente dal 26 giugno del 2012, giorno in cui scattò il blitz della polizia, fu riconosciuto colpevole di avere fatto parte della famiglia mafiosa di Porto Empedocle. Lo scorso 29 aprile presenta un'istanza al tribunale di sorveglianza lamentando che le sue condizioni di detenzione sono state "contrarie ai principi di umanità sanciti dall'articolo 3 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo".


Licata, in particolare, denunciava, appunto, la circostanza che le celle delle carceri dove è stato detenuto negli ultimi sei anni e mezzo, quelle di Agrigento e Palmi, erano troppo piccole, avevano uno spazio inferiore ai tre metri quadrati in media per detenuto.


La legge sull'ordinamento penitenziario prevede un risarcimento, con uno "sconto" sulla pena (o di tipo economico se la condanna è stata già espiata), qualora venga riconosciuto che il trattamento del recluso è stato contrario ai principi di umanità. Il giudice ha riconosciuto che il periodo di detenzione di Licata  è stato "inumano e degradante" nella sua detenzione al carcere Petrusa di Agrigento, dove a causa del sovraffollamento lo spazio a disposizione era inferiore ai tre metri per ciascun detenuto. 


I periodi per i quali è stato riconosciuto l'indennizzo sono quello compreso fra il 26 giugno del 2012 e il 18 maggio del 2013 e quello fra il 15 giugno del 2013 e il 24 marzo del 2018. In tutto 2069 giorni di detenzione.