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Don Biancalani accoglie i migranti e sfida Salvini: "disobbedire al dl sicurezza"

Il parroco dell'accoglienza: "il 'decreto insicurezza' va contro l'uomo e la Costituzione, disobbedire è un atto civile. La Chiesa è un ospedale da campo, non un fortino isolato"

Don Biancalani
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11 Dicembre 2018 - 20.38


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Disobbedire al decreto sicurezza di Salvini per Don Massimo Biancalani, il parroco pistoiese dell’accoglienza, è “un atto dovuto”: “è una legge che va contro l’uomo e contro la Costituzione”. E così il parroco sta accogliendo, da circa dieci giorni, tutti i migranti che per effetto del decreto vengono espulsi dai Cas e dagli Sprar, dando loro alloggio nella Chiesa di Vicofaro a Pistoia. “Per fortuna abbiamo una chiesa grandissima, ma abbiamo all’interno dell’area liturgica 50 persone”. 

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Il sacerdote ha parlato stamani a Firenze dove ha partecipato al Meeting sui diritti umani organizzato dalla Regione Toscana, intervenendo a un talk sul tema dell’accoglienza ai migranti coi governatori della Toscana e della Calabria Enrico Rossi e Mario Oliviero, e col sindaco di Riace Mimmo Lucano: quest’ultimo ha anche visitato nel pomeriggio, in occasione di un incontro sull’accoglienza diffusa, la chiesa di Vicofaro, con le decine di brande disposte nel ‘matroneo’, il soppalco che si affaccia sull’aula liturgica. “Il primo pensiero che mi è venuto in mente – ha detto Lucano – è che un parroco così è la testimonianza vivente che è possibile essere umani”.

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Dopo la chiusura del Cas ospitato nei locali della parrocchia, in attesa per i lavori di adeguamento richiesti, don Biancalani ha spiegato che continuerà a ospitare i migranti in chiesa perché “la chiesa per me è un ospedale da campo e non un fortino isolato dalla storia. Abbiamo qualche parrocchiano che non ci ha ancora capito, ma sono contento perché la gente nel quartiere alla fine ci segue, capisce che ci stiamo mettendo il cuore, con grossi sacrifici economici perché non abbiamo contributi”.

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Il parroco ha parlato anche del recente suicidio in città di un 30enne ghanese, dal 2011 senza documenti, che stando a quanto riferito da alcuni viveva di offerte. “Mi dicevano degli amici – ha proseguito il parroco – che questi ultimi provvedimenti probabilmente lo hanno spinto a pensare che per lui non ci fosse più speranza. Si è impiccato, ed è finito per alcuni giorni mangiato dai topi”. Per don Biancalani “vedere che c’è una persona che muore in quel modo, nell’abbandono, nel disinteresse” è “una vergogna, vuol dire che siamo a livelli di disumanità che non si può accettare”.

Ovviamente, parole del genere non sono affatto piaciute alla Lega: il senatore Manuel Vescovi, il segretario provinciale del Carroccio di Pistoia Massimo Bartolomeo e il commissario cittadino Sonia Pira si sono detti “allibiti e nel contempo preoccupati nell’apprendere l’ennesima estemporanea uscita di Don Biancalani, sempre più avvezzo a dichiarazioni mediatiche ad effetto che mal si adeguano al suo stato talare. Riteniamo inaccettabile dichiarare che al Decreto Sicurezza sia ‘quasi naturale disobbedire’ essendo una Legge che va contro l’uomo”.

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