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Anziana legata al letto e bagnata di urina, ennesimo caso di malasanità in Campania

Succede all'ospedale di Caserta. Il caso è stato riportato dal consigliere regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli

L'ospedale di Caserta
L'ospedale di Caserta

globalist

9 Dicembre 2018 - 11.09


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Ancora uno sconvolgente caso di malasanità in Campania, questa volta nell’ospedale di Caserta: una paziente di 85 anni è stata trovata dai familiari avvolta nelle fasce contenitive impregnate di urina mista a sangue. 

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A rendere noto il caso è il consigliere regionale campano dei Verdi Francesco Emilio Borrelli, riferendo della denuncia del figlio della donna ai Carabinieri della stazione di Caserta. “Ci hanno impedito di assistere nostra madre, ricoverata all’ospedale civile di Caserta in seguito a una caduta accidentale, con una emorragia sub durale e un ematoma in attesa di essere operata”, racconta il figlio.

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“Abbiamo provato più volte a spiegare – prosegue – che nelle sue condizioni doveva esserci almeno un familiare vicino durante la notte. Gli infermieri ci hanno costretto ad abbandonare la stanza comunicando che avrebbero provveduto loro a contenere lo stato di evidente agitazione ricorrendo al sistema delle fasce di contenzione, in pratica legandola al letto. Alla nostra ferma opposizione hanno risposto che in questi casi è una pratica adottata in quell’ospedale. Il risultato è che l’abbiamo ritrovata il giorno seguente con le gambe pericolosamente incastrata nelle sbarre del letto e totalmente impregnata di urine miste a sangue”.

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In seguito alla denuncia, fa sapere Borrelli, i Carabinieri sono intervenuti nel reparto per accertare quanto segnalato. Al termine del sopralluogo è stato concesso ai familiari dell’anziana paziente di poter rimanere ad accudirla. “Bisogna fare luce su questa vicenda al più presto”, dichiara Borrelli, che è anche componente della Commissione Sanità del Consiglio regionale della Campania. “Qualcuno ci deve spiegare – prosegue Borrelli – se sia lecito in quelle condizioni legare una paziente al letto, se sia possibile negare l’assistenza personale di un familiare a una paziente in quelle condizioni, se sia permesso negli stessi reparti la presenza di assistenti a pagamento che non sono inquadrati nel personale ospedaliero e, infine, se la presenza di persone sia consentita in caso di prestazioni intramoenia”.

Borrelli chiede al direttore dell’ospedale “come mai, solo in seguito all’intervento dei Carabinieri, si sia consentito ai parenti della donna ricoverata di poter rimanere vicino a lei. Una circostanza che fa sorgere numerosi dubbi sulle regole che normano la presenza di persone nei reparti al di fuori degli orari di visita. Infine – conclude Borrelli – ho chiesto una indagine interna all’Azienda ospedaliera su una vicenda che ha troppi punti a mio avviso di enorme gravità”.

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