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I medici incrociano le braccia: sciopero e migliaia di interventi annullati

Venerdì 23 astensione dal lavoro ma garantite le prestazioni urgenti. Chiedono il rinnovo del contratto nazionale fermo da dieci anni

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globalist

21 Novembre 2018


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I medici e gli anestesisti del sistema sanitario nazionale incorreranno le braccia venerdì 23 novembre. Lo sciopero è stato indetto da tutte le sigle sindacali, che chiedono il rinnovo del contratto nazionale, bloccato da dieci anni, la riduzione del carico eccessivo di lavoro e il finanziamento di almeno 3mila nuovi contratti di formazione specialistica.
Si temono forti disagi negli ospedali italiani, con l’annullamento di migliaia di interventi.
Si stima che venerdì saranno rinviati circa 40mila interventi chirurgici e centinaia di migliaia di visite specialistiche e prestazioni diagnostiche. “Saranno invece garantiti tutti gli interventi indifferibili e tutelati i pazienti fragili”, ha assicurato il sindacato degli anestesisti rianimatori (Aaroi-Emac) che prevede un’ampia adesione.
“Questo sciopero è anche per i cittadini, danneggiati dalla mala gestione della sanità italiana – afferma Alessandro Vergallo, presidente Aaroi-Emac -. Il Ssn deve continuare a garantire a tutti il diritto alla salute, anche attraverso la tutela del personale che vi lavora e il rispetto del contratto e dei diritti fondamentali dei lavoratori che talvolta vengono violati”.
Niente sciopero e treni regolari venerdì su tutta la linea ferroviaria nazionale. L’agitazione, che avrebbe fermato molti treni dalle 9 alle 17 tranne i convogli garantiti, era stata proclamata martedì mattina da una sigla autonoma dei dipendenti del Gruppo Ferrovie dello Stato. La sospensione della protesta è stata ufficialmente confermata dalla stessa azienda e attraverso il sito della Commissione di Garanzia Sciopero.

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