La Casa delle Donne contro la Raggi: falso che non vogliamo pagare

La sindaca a SkyTg24 aveva accusato le femministe: vogliono avere privilegi

Manifestante davanti al Campidoglio

Manifestante davanti al Campidoglio

globalist 17 novembre 2018

Intervistata da Maria Latella, Virginia Raggi ha rilasciato controverse dichiarazioni sulla Casa Internazionale delle Donne: "io non ho vissuto gli anni del femminismo, sono nata nel '78 ma quello che sono riuscita a costruire lo devo anche alle lotte che sono state fatte prima della mia nascita. Però io ricordo che noi abbiamo lottato per avere la parità dei diritti e dei doveri, non per avere dei privilegi".


I "privilegi" di cui parla la sindaca riguarderebbero il canone ricognitorio sull'immobile scelto come quartier generale dalle donne: "la casa delle donne è un luogo in cui le donne hanno stabilito il loro quartier generale, il Comune di Roma ha concesso loro un immobile molto prestigioso al centro della città e ha sempre praticato degli sconti importanti, sconti però in linea con quello che avviene con tante altre associazioni che si battono per i diritti delle persone più svantaggiate - spiega la Raggi - Parliamo di uno sconto dell'80 per cento rispetto al prezzo di mercato, si chiama canone ricognitorio. L'associazione della Casa internazionale delle donne continua a non voler pagare nemmeno quella piccola quota che oggi ammonta a circa 900mila euro".


"Loro sono riuscite a raccogliere nell'arco di pochissimi giorni 80mila firme a sostegno della loro causa", aggiunge, "io ho suggerito loro di chiedere un piccolissimo contributo a ciascun sottoscrittore, 10 euro a sottoscrittore, all'epoca il debito ammontava a circa 800mila euro, lo avrebbero ripagato. Io avrei versato la mia quota. Sostanzialmente mi hanno riso in faccia". "Loro pretendono di continuare a non pagare nulla, perché?", si chiede la sindaca.


Ma Francesca Kock, presidente della Casa, ha immediatamente risposto: "siamo stupite per le affermazioni della Sindaca Raggi, rispetto alla 'pretesa di privilegi' da parte della Casa Internazionale delle Donne".


"Dobbiamo ritenere che le citazioni estrapolate dal contesto non corrispondano al suo pensiero, come non corrisponde a verità il rifiuto di pagare il canone, che stiamo invece pagando secondo le nostre possibilità", continua.


"La Sindaca sa bene, infatti, che noi abbiamo proposto da tempo un’ipotesi di transazione; siamo pronte a pagare un importo ragionevole, anche per il passato. Abbiamo scritto a lei e alle assessore chiedendo un incontro, ma non abbiamo ancora ricevuto risposta, nonostante le molte sollecitazioni. Abbiamo sempre sostenuto che la valutazione del nostro debito dovesse anche tener conto del valore economico per la città che noi abbiamo prodotto negli anni con le nostre iniziative culturali e sociali, con i servizi offerti, con la manutenzione e l’apertura alla cittadinanza dello stabile affidatoci".


Insomma "ci auguriamo che la Sindaca possa incontrarci quanto prima, e sarà l’occasione per concludere questo lungo contenzioso che ci preoccupa molto. Da parte nostra confermiamo, ovviamente, la volontà di dialogare e di arrivare ad una soluzione. Ci aspettiamo una convocazione in tempi stretti".