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In Italia 100 casi di morbillo tra medici e infermieri nel 2018: inaccettabile che non si vaccinino

Il presidente della Società italiana malattie infettive e tropicali: "è inammissibile che un operatore sanitario non sia protetto e di conseguenza non protegga i suoi assistiti"

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globalist

13 Novembre 2018 - 14.53


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Dopo il recente focolaio di morbillo che si è verificato a Bari arrivano i numeri dei contagi registrati in Italia dall’inizio del 2018 tra gli operatori sanitari. E si scopre che il morbillo rappresenta un’emergenza anche per loro: cento dei casi verificatisi quest’anno hanno infatti riguardato medici e infermieri. A richiamare l’attenzione su questo problema è il presidente della Società Italiana Malattie Infettive e Tropicali (Simit), Massimo Galli.
Tra i cento casi segnalati nel personale sanitario, 83 operatori non erano mai stati vaccinati, mentre 8 erano stati vaccinati in maniera incompleta. “Va ricordato che ogni caso di morbillo – ha spiegato Galli – è potenzialmente in grado di causare 16-18 casi secondari. È quindi assolutamente inaccettabile che un operatore sanitario non sia protetto e di conseguenza non protegga i suoi assistiti, evitando di contribuire alla diffusione dell’infezione”.
L’età mediana degli operatori sanitari colpiti da morbillo, 35 anni, e l’età mediana dei casi di morbillo segnalati in Italia quest’anno, 25 anni, rivelano come a rischio di contrarre questa malattia siano anche gli adulti non vaccinati o che non si siano infettati in età infantile. “Tra questi – avverte ancora Galli – ci sono molte donne in età fertile che dovrebbero assolutamente vaccinarsi prima di intraprendere una gravidanza”.

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