Film-dibattito su Cucchi a Siderno: due carabinieri chiedono la lista dei presenti

In una libreria la proiezione de 'Sulla mia pelle': non c'era alcun elenco e i militari sono poi rimasti in sala

Alessandro Borghi in “Sulla mia pelle” di Alessio Cremonini

Alessandro Borghi in “Sulla mia pelle” di Alessio Cremonini

globalist 8 novembre 2018

Loro parlano di normale routine, ma chi ci crede? Due carabinieri in divisa sono entrati nella libreria dove era prevista proiezione del film "Sulla mia pelle", che racconta gli ultimi giorni di vita di Stefano Cucchi.
Poi è successo qualcosa di sorprendente: "Mi hanno salutato e chiesto la lista dei partecipanti" ha raccontato Roberta Strangio, titolare della libreria. Qualcosa di estremamente insolito, visto che nulla di simile era mai accaduto.
Ma ovviamente non c’era una lista di presenti e a quel punto i carabinieri, pur senza identificare nessuno, sono rimasti dentro al locale per tutto il tempo
Un episodio avvenuto al centro commerciale Le Gru di Siderno, comune della locride e che sta sollevando non poco sconcerto. 
“Ogni tanto i due si affacciavano nella saletta per ascoltare, ma non sono mai intervenuti. Non c'è mai stata alcuna intimidazione, sia chiaro" ha precisa la titolare al quotidiano La Stampa che ha per primo dato la notizia. "Dopo la conclusione del dibattito ho ripensato a cioè che è successo e mi sono sentita un po' intimidita. Ma solo in un secondo momento" ha aggiunto la giornalista, Maria Teresa D'Agostino, che ha curato il dibattito.
Il colonnello Gabriele De Pascalis, comandante del gruppo di Locri, raggiunto dalla Stampa ha negato la volontà di schedare i presenti e si è limitato a parlare di "attività di routine”.
"I carabinieri erano lì - ha detto l'ufficiale - per attività di routine e hanno interloquito con gli organizzatori per sapere se c'era qualcuno delle istituzioni o autorità, in un'ottica di ordine e sicurezza pubblica. A noi non interessa alcun elenco, soprattutto in una manifestazione che non aveva alcun rischio di ordine pubblico. Noi siamo sempre tra la gente e non vogliamo che l'accaduto venga strumentalizzato, specie in una vicenda triste e delicata come quella di Stefano Cucchi".
Se quindi non c'era alcun rischio di ordine pubblico perché i due militari sono rimasti per tutto il tempo visto che ci sono tantissime cose da fare? Evidentemente qualcuno ha pensato che chi partecipa a un dibattito sul caso Cucchi sia un pericoloso sovversivo.