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Quando i giovani padani diedero fuoco al fantoccio della Boldrini Salvini non si indignò

Dopo la manifestazione di Torino il ministro della paura ha parlato di cosa schifosa. Ma a gennaio disse che si trattava solo di una sciocchezza

Il rogo alla Boldrini dei giovani padani
Il rogo alla Boldrini dei giovani padani

globalist

12 Ottobre 2018 - 14.49


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Due pesi e due misure, come gli stupri o i reati. Se li fanno gli stranieri comunicati, paroloni, promessa di manette, castrazioni chimiche e quant’altro. Se lo stupratore è italiano o, peggio ancora, un carabiniere, allora si ignora la notizia perché dei diritti delle donne a Salvini importa meno di quanto un migrante del Guatemala interessi a Trump.

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Questo vale anche per i roghi di manichini. Se sono una goliardata o una cosa schifosa a seconda del bersaglio.

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Ha detto il ministro della Paura, tra una citazione di Mussolini e l’altra: “Questi ‘democratici’ studenti, coccolati dai centri sociali e da qualche professore,avrebbero bisogno di molte ore di educazione civica. Forse capirebbero che bruciare  in piazza il manichino di Salvini, e di chiunque altro, o appenderne ai lampioni le immagini è una cosa schifosa”.

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Viene alla mente cosa accadde a gennaio di quest’anno (solo pochi mesi orsono, dunque) quando a opera dei giovani Padani. a Busto Arsizio quando vene dato alle fiamme il manichino della Boldrini.

Allora Salvini e i suoi scherani fecero a gara a dire che si trattava al massimo di una sciocchezza e che quel manichino bruciato altro non era che un rituale pagano fatto da sempre in occasione della Gioeubia quando si bruciano cose del passato in attesa del nuovo.
La sciocchezza di ieri è una cosa schifosa di oggi. A dimostrazione della cifra etica e mrale di chi fa queste affermazioni.
I roghi dei manichini che raffigurano persone reali o fanno schifo sempre o mai.

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