Depistaggio sulla morte di Cucchi: altri carabinieri sotto inchiesta per falso ideologico

Gli inquirenti della Procura di Roma hanno istruito un filone di accertamenti dopo alcune deposizioni rese nell'ambito del processo bis, in cui sono imputati cinque carabinieri.

Stefano Cucchi

Stefano Cucchi

globalist 11 ottobre 2018

Una nuova inchiesta sulla vicenda di Stefano Cucchi. Secondo quanto si è appreso a piazzale Clodio gli inquirenti della Procura di Roma hanno istruito un filone di accertamenti dopo alcune deposizioni rese nell'ambito del processo bis, in cui sono imputati cinque carabinieri. In questo fascicolo, tenuto sempre dal pm Giovanni Musarò, si procede per il reato di falso ideologico e sono coinvolti diversi militari dell'Arma, tra cui quel Francesco Di Sano che aveva redatto due annotazioni di servizio in quell'ottobre 2009.
Davanti ai giudici - si ricorda - Di Sano aveva ammesso di essere stato invitato a ritoccare il verbale perché troppo dettagliato e aveva maturato così una versione definitiva: "Cucchi riferiva di essere dolorante alle ossa sia per la temperatura freddo/umida che per la rigidità della tavola del letto (priva di materasso e cuscino) ove comunque aveva dormito per poco tempo, dolenzia accusata anche per la sua accentuata magrezza".
In precedenza, invece, lo stesso aveva spiegato in un altro documento: "Alle 9 e 05 circa, giungeva presso questa Stazione personale della Casilina, addetto al ritiro del detenuto (atteso in tribunale per la direttissima, ndr)... Cucchi riferiva di avere dei dolori al costato e tremore dovuto al freddo e di non poter camminare, veniva comunque aiutato a salire le scale...".
La differenza dei due scritti, secondo chi indaga, è sostanziale. L'avvenuta formalizzazione delle accuse dei diversi carabinieri indica che i magistrati stanno cercando di accertare chi e perché indicò di fare silenzio. E' facile che l'incartamento "Di Sano e altri..." possa portare novità.