Riace, i colori della pace e il buio di paura e odio

Costruendo ponti e restando umano, Mimmo Lucano ha semplicemente reso virtuoso ciò che il ministro della paura vorrebbe oneroso,

Solidarietà al sindaco di Riace Mimmo Lucano

Solidarietà al sindaco di Riace Mimmo Lucano

Giovanni Giovannetti 7 ottobre 2018

Nell'Italia gialloverde il partito della paura quotidianamente reitera il messaggio che gli immigrati ora (come gli zingari allora) sono tutti sporchi brutti e soprattutto cattivi. Stona quindi ai timonieri united color che si contino modelli di accoglienza virtuosa, come in
quei paesi della Calabria (più d'uno) che, prendendo a modello Riace, danno in comodato d'uso ai migranti le case abbandonate da chi nel tempo è migrato, salvando così un patrimonio abitativo avviato al decadimento e contemporaneamente ravvivando la vita sociale di questi paesi abitati ormai da pochi vecchi e che, proprio grazie ai migranti,
stanno progressivamente rifiorendo.
Il sindaco-capofila di Riace Domenico Lucano è stato arrestato per un reato che nell'ordinamento italiano ancora non esiste: il reato di umanità.
Tendendo evangelicamente una mano agli ultimi, Lucano non ha derogato alle regole per favorire gli illeciti guadagni della criminalità fondiaria, come è di norma in questo ammalorato Paese; né ha favorito enormi profitti da parte di società private nella malagestione della rete autostradale, come è emerso dopo il crollo di un ponte (l'ultimo
caso, il più drammatico, di mancata manutenzione); né ha privatizzato milioni e milioni in pubblico denaro, come ha fatto (in buona compagnia) il partito di cui è segretario l'attuale ministro dell'Interno.
No, costruendo ponti e restando umano, Lucano ha semplicemente reso virtuoso ciò che il ministro della paura vorrebbe oneroso, dando così fastidio, perché la paura e le relative rendite elettorali si alimentano costruendo problemi (al più percepiti) e non risolvendoli. Se questo è il clima oggi nel Paese, orrendo, allora, come ha detto Beppe Fiorello, «arrestateci tutti».