Mediterranea, la disobbedienza morale per riprendere l'umanità perduta

Una nave nel Mediterraneo per rispondere ai nuovi razzisti e quelli che vogliono trasformare il nostro paese in un luogo in cui l’umanità diventa reato

La nave Mediterranea nel disegno di Gianluca Costantini Activist and Graphic Journalist

La nave Mediterranea nel disegno di Gianluca Costantini Activist and Graphic Journalist

Disobbedienza civile contro i nuovi razzisti e quelli che vogliono trasformare il nostro paese in un luogo in cui l’umanità diventa reato: una nave italiana, “Mediterranea”, è partita dalle nostre coste per raggiungere il Mare Mediterraneo per svolgere un'attività di monitoraggio, testimonianza e denuncia della drammatica situazione che vede costantemente donne, uomini e bambini affrontare enormi pericoli nell'assenza di soccorsi, nel silenzio e nella complice indifferenza dei governi italiano ed europei.

 Il progetto vede tra i promotori varie associazioni, Onlus, Ong  tra cui Arci nazionale, Ya Basta  di Bologna, la Ong Sea-Watch, il magazine online I Diavoli e l'impresa sociale Moltivolti di Palermo.
I garanti del progetto sono un gruppo di parlamentari (Fratoianni, Palazzotto, Muroni) e l'ex parlamentare Vendola , con il sostegno di esponenti del mondo della cultura e della società civile.


Il comunicato degli attivisti
Nel comunicato delle organizzazioni si legge ancora: "Mediterranea è un'azione non governativa di disobbedienza morale e obbedienza civile, di organizzazioni di natura differente a partire dal nucleo promotore di cui fanno parte singole persone e associazioni come l’Arci e Ya Basta Bologna, ong come Sea-Watch, il magazine online I Diavoli, imprese sociali quali Moltivolti di Palermo. I garanti dell’operazione sono Nicola Fratoianni, Rossella Muroni, Erasmo Palazzotto e Nichi Vendola”.
Hanno aggiunto: “Non possiamo stare a guardare. È ora di una nave italiana. È ora di riprenderci la nostra umanità.”

E hanno aggiunto: "1719 persone inghiottite dall’acqua solo negli ultimi 9 mesi.
Mentre i porti delle nostre città diventano freddi muri respingenti di un’Europa che si chiude, non siamo più capaci di pensare che è solo per sorte che non sia accaduto a noi, che quei figli potrebbero essere i nostri figli, che quelle potrebbero essere le nostre madri, quelli i nostri fratelli.
In questo drammatico presente essere dalla parte della vita vuol dire avere il coraggio di prendere posizione e agire.”


La sprezzante reazione di Salvini


"Ho saputo che c'è una nave dei centri sociali che vaga per il Mediterraneo per una missione umanitaria e proverà a sbarcare migranti in Italia. Fate quello che volete, prendete il pedalò, andate in Tunisia, Libia o Egitto, ma in Italia nisba. Potete raccogliere chi volete però in Italia non ci arrivate". Lo ha detto su Facebook il vicepremier Matteo Salvini