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Il sovrintendente de La Fenice: "abbiamo imparato e questa volta l'incendio è stato bloccato subito"

Così Ortombina sul principio di incendio di questa mattina in un locale tecnico dello stabile. Il teatro lirico veneziano fu distrutto nel 1996 da un devastante rogo doloso

Il teatro La Fenice
Il teatro La Fenice

globalist

1 Ottobre 2018 - 10.32


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Paura a Venezia dove questa mattina per un principio di incendio in un locale tecnico del teatro La Fenice. Sul posto sono subito intervenuti i vigili del fuoco con due autopompe che hanno riportato la situazione sotto controllo. Si stanno valutando le cause e i danni dell’incendio ma non ci saranno ripercussioni sulla programmazione dello storico teatro.
“Con la storia si impara ha detto il sovrintendente de La Fenice Fortunato Ortombina – e così il principio di incendio è stato circoscritto e bloccato all’istante”. Il riferimento è ovviamente al drammatico e devastante incendio doloso del 29 gennaio 1996 che distrusse il teatro lirico con oltre 200 anni di storia.
“Il locale dove si è verificato il principio di incendio – ha sottolineato Ortombrina – ospita degli apparati tecnici ed è controllato da personale specializzato 24 ore su 24. Si tratta di una stanza blindata posta davanti alla guardiania del teatro dove neppure io posso entrare ma solo i tecnici preposti”.
“L’intervento è stato immediato – ha aggiunto il sovrintendente – e ora si stanno valutando i danni e le cause ma il teatro, che oggi non ha programmazione, non ne risentirà. Abbiamo subito evacuato il personale e chiuso alle visite guidate La Fenice pur sapendo che la zona era circoscritta e già in sicurezza”.
Ventidue anni fa il teatro fu distrutto da un incendio doloso. La sera del 29 gennaio 1996 improvvise, le fiamme si erano levate alte sul cielo gelido veneziano e in poche ore del teatro lirico e ‘gioiello’ dell’acustica erano rimasti poco più che i muri portanti. Era rimasta semi indenne una sola parte delle Sale Apollinee.
La causa del fuoco, come è stato ricostruito poi dall’allora Pm Felice Casson, fu il dolo per il rischio di fallire da parte del titolare della Viet, Enrico Carella. Questi, aiutato da suo cugino e unico dipendente, Massimiliano Marchetti, temeva le penali che avrebbe dovuto pagare per il lavoro in teatro, che non sarebbe stato consegnato entro i termini del contratto. Carella e Marchetti, un anno dopo l’incendio, sono stati arrestati e poi condannati in via definitiva a sette anni di carcere per Carella (fuggito ma riacciuffato in Messico) e a sei anni per Marchetti.
Il teatro, dopo un lungo e travagliato iter legato alla progettazione e successive gare d’appalto, fu ricostruito ‘com’era e dov’era’, grazie alla maestria degli artigiani e le ricerche architettoniche. Tornò alla musica con la riapertura la sera del 14 dicembre 2003, tra la commozione dei presenti e tanti fuori del teatro, con il concerto diretto da Riccardo Muti alla presenza dell’allora presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi.

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