Provocazione dei fascisti di Forza Nuova contro il parroco dell'accoglienza

Uno striscione contro don Giusto Della Valle che a Rebbio, periferia di Como, aiuta migranti e senza casa italiani. Perché? Aveva 'osato' criticare la disumanità di Salvini

Lo striscione di Forza Nuova contro don Giusto della Valle

Lo striscione di Forza Nuova contro don Giusto della Valle

globalist 25 settembre 2018

La solita provocazione dei fascisti di Forza Nuova, ormai lasciati impunemente agire da leggi permissive e magistrati e forze di polizia che non sempre mostrano determinazione nel contrastare fascismo e razzismo.
Così i fascisti so sono presentati don Giusto Della Valle, parroco di Rebbio, popoloso quartiere alla periferia di Como che ha fatto dell’oratorio anche un centro di accoglienza che aiuta sia i migranti che gli italiani bisognosi e senza fissa dimora.
Nella notte gli estremisti di destra che plaudono al razzismo del governo del Cambiamento hanno appeso uno striscione intimidatorio: “Don (in)Giusto si occupi di Chiesa e non di politica”. 
E perché?  Perché il sacerdote aveva osato criticare la decisione do Salvini (ossia il nuovo punto di riferimento degli estremisti di destra) di chiudere il Centro per migranti in transito attivo a Como dal settembre 2016.


Tanto è bastato perché  i fascisti entrassero in azione.
La la solidarietà non è mancata. Tra questa quella di Como Senza Frontiere:

Contro don Giusto Della Valle, il gruppo politico fascista ha esposto nella notte tra 24 e 25 settembre uno striscione indegno, accusandolo poi nel post di “rivendicazione” sul proprio profilo fb di fare politica e di non occuparsi dei problemi degli italiani. Tali accuse si commentano da sé: don Giusto non ha mai mancato di denunciare la globalità dei problemi della marginalità e della povertà, sempre ricordando che è l’assistenza e l’accoglienza in generale il compito dell’amministrazione, sollecitando tutti e tutte a uscire dalla chiacchiera e a impegnarsi in prima persona, e del resto declinando tutte le sue azioni all’interno dell’impegno ecclesiale (che è da sempre, e non certo da oggi, impegno “politico” in senso profondo).

A don Giusto con cui lavoriamo da molto tempo, condividendone gli obiettivi e le preoccupazioni, va la nostra più completa solidarietà.
E lui il sacerdote cosa ha detto: “Sono sereno, continuiamo a lavorare fedeli ai verbi suggeriti da Papa Francesco: accogliere, proteggere, promuovere e integrare”.