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Chieti, parla la donna a cui hanno tagliato il lobo dell'orecchio: "ho pensato che sarei morta"

Niva Bazzan, la donna aggredita da quattro rapinatori nella sua villa insieme al marito: "mi sembrava come se fossi dentro un film. Spero di liberarmi presto da questa paura per tornare a una vita normale senza incubi"

Niva Bazzan
Niva Bazzan

globalist

25 Settembre 2018 - 08.42


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“Ho pensato che sarei morta”. Sono le parole Niva Bazzan, la donna aggredita da quattro rapinatori nella sua villa di Lanciano, in provincia di Chieti, insieme al marito Carlo Martelli e alla quale i malviventi hanno tagliato il lobo dell’orecchio destro.
La donna, che dovrebbe essere dimessa domani, è attualmente ricoverata all’Unità coronarica dell’ospedale Renzetti di Lanciano. Non sarà possibile ricostruire il padiglione auricolare. Nelle ultime ore è stata accompagnata a far visita al marito ricoverato in chirurgia: vederlo col volto tumefatto e, di conseguenza, ricordare i tragici momenti della rapina è stato “doloroso ed emozionante”.
“Ciò che sto vivendo – ha detto Niva Bazzan – è molto sproporzionato ed esagerato, mi sembrava come se fossi dentro un film. Ho pensato che sarei morta. Ho provato sensazioni di confusione, disperazione, mai di rabbia, per quanto stava accadendo. Spero di liberarmi presto da questa paura per tornare a una vita normale senza incubi e non sentirmi condizionata dal ricordo”.
“E’ stato come un film dell’orrore quanto accaduto – ha detto il marito – e provo una grande sofferenza interiore e se ci ripenso ogni tanto mi viene da piangere”.
Secondo i medici dell’ospedale di Lanciano le condizioni dei coniugi sono in cauto miglioramento. Per l’uomo la prognosi resta riservata perché sono necessari ulteriori accertamenti strumentali che saranno eseguiti nelle prossime ore, mirati a verificare soprattutto il danno alla colonna cervicale. La moglie Niva Bazzan è ricoverata in Unità coronarica per il monitoraggio di parametri vitali in considerazione del forte stress psicofisico subito. Al momento non sono emerse alterazioni di rilievo. Per quanto attiene al danno al padiglione auricolare, non è stato possibile procedere alla ricostruzione anatomica per la lesione lacera prodotta durante l’aggressione e per via del lembo in avanzata necrosi.

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