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"Tutto contro Salvini", lʼaereo si guasta: 15 tunisini da espellere tornano in libertà

Oltre 100 i poliziotti impegnati nel rimpatrio che si è rivelato un flop per un problema al motore del velivolo a Fiumicino. Gli immigrati irregolari sono stati rilasciati con un foglio di via

I tunisini che dovevano partire
I tunisini che dovevano partire

globalist

17 Settembre 2018 - 14.49


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L’aereo si guasta e 15 tunisini immigrati irregolari che dovevano essere espulsi “tornano in libertà”, anche se con un foglio di via che li obbliga a lasciare l’Italia. L’episodio, reso noto dal Siulp Torino, è avvenuto la scorsa settimana all’aeroporto di Fiumicino (Roma). Nel servizio erano impegnati oltre cento poliziotti, di cui 18 provenienti da Torino, partiti dal Cpr per scortare 7 tunisini verso il rimpatrio.

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“Ci sarebbe da ridere se non fosse che la questione immigrazione è maledettamente seria”, afferma Eugenio Bravo, segretario generale del sindacato di polizia di Torino.
“Dopo 10 ore di viaggio da Torino, i migranti sono arrivati a Fiumicino – spiega Bravo -, dove sarebbero confluiti altri tunisini partiti da altre parti d’Italia. Il charter doveva essere diretto a Palermo e poi in Tunisia ma alle 9 si è scoperto che l’aereo era guasto”, per un problema al motore.
Dopo altre cinque ore di attesa ai sette tunisini provenienti da Torino è stato notificato l’ordine del Questore di lasciare l’Italia entro sette giorni. “A questo punto sono stati immediatamente rilasciati restando in attesa di una prossima possibile espulsione. Paradossalmente, un po’ disorientati, molti di loro sono andati in stazione per ritornare a Torino”. A quel punto anche i poliziotti sono tornati a casa, dopo 20 ore di lavoro.
Il segretario generale del Siulp conclude amareggiato: “Assistere a una siffatta debacle dell’espulsione lascia uno scoraggiante retrogusto di improvvisazione e di imbarazzante situazione grottesca, nonostante gli sforzi della politica di affrontare il fenomeno dell’immigrazione e l’impegno delle forze dell’ordine. Purtroppo si sa che nessuno straniero ottempererà all’ordine del Questore. Rilasciarli, per quanto legittimo, fa venir meno quegli sforzi e quell’impegno, e soprattutto rende vani i costi sopportati dallo Stato”.

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