Il pane della cattiveria e le tombe di due bambine imbrattate dai razzisti

Erano italiane di origini nordafricane: ormai l'odio ci invade come nei film The Blob e Fog

La cattiveria avanza come nel film Blob

La cattiveria avanza come nel film Blob

Onofrio Dispenza 14 settembre 2018

Per spiegare il nostro tempo, invaso dalla cattiveria, penso a due film, il mitico "The blob" del tedesco
Irvin Shortess "Shorty" Yeaworth, Jr, che risale al lontano 1958, poi tornato come sigla di un intelligente appuntamento della Rai3 che non c'è più, e "Fog" di John Carpenter, più vicino a noi, del 1980.
Nel primo, una misteriosa massa gelatinosa cresce e invade ogni cosa inghiottendo tutto e tutti. In "Fog", una fitta nebbia avanza e pure questa invade ogni cosa facendo tornare un vecchio orrore. Il nuovo film sul nostro tempo potrebbe essere "The wickedness". La sceneggiatura è disponibile, ce la offre la cronaca e la cronaca politica. Nel film in lavorazione tutto comincia con piccoli episodici fatti, che scandalizzano. Poi tutto si espande, con una frequenza crescente, diventando inversamente proporzionale allo scandalo.
Oggi la cattiveria è pane e companatico di ogni giorno. Si è insediata ovunque, ha invaso pure i nostri sogni. Ci pensavo questa mattina, con un risveglio di soprassalto, nel momento più cruento di un sogno. Ve lo racconto. Sorriderete, a me non è riuscito.
Nel sogno c'ero io che passavo dal mio pescivendolo, un tipo simpatico, scherzoso, una battuta lieve e carina per tutti. Un piacere fermarsi qualche minuto con lui. Ebbene, passavo a salutarlo, lui era di spalle. Al mio saluto, si gira verso di me con una espressione cattiva, mai vista e immaginata in lui, e con gli occhi invasi dal sangue. Tira fuori dal cassetto un mazzo di stiletti e grossi aghi appuntiti tenuti da un anelo, sceglie quello più sottile e più lungo, si avvicina e me lo conficca in un occhio. A questo punto il risveglio.
Voi riderete, lo so e lo capisco. Io non ci sono riuscito a sorridere. Blob e Fog hanno conquistato i nostri sogni, non risparmiano il ricordo dei bambini che riposano al cimitero.
Come è accaduto a Novara, dove le tombe di due bambine sono state imbrattate, scarabocchiate le loro foto. E 'accaduto al cimitero "Campo degli Angeli". Piccola cronaca, uno di quei tanti episodi che ormai non entrano nelle pagine dei giornali, a stento compaiono in quelle locali. Le famiglie delle due piccole, di nazionalità italiana, sono di origini nordafricane.
Il sospetto è che anche questo sia piccolo, vigliacco razzismo. Lo stesso sindaco leghista lo ha definito  un fatto "indegno". I genitori delle due bambine - che nella vita probabilmente ne hanno visto di cotte e di crude - tendono a non dare importanza a quegli scarabocchi sul viso delle loro piccole. Solo scarabocchi, non uccidono.