Fioramonti si smentisce e ripudia l'ex Iena Giarrusso: non controllerà i concorsi

Il vice-ministro all'Istruzione dopo l'annuncio in pompa magna su Facebook fa marcia indietro coperto dalle critiche

Fioramonti e Giarrusso

Fioramonti e Giarrusso

globalist 14 settembre 2018

Dopo la figura barbina e le polemiche la marcia indietro per mettere una pezza: Il dottor Dino Giarrusso è stato nominato mio segretario particolare già a fine luglio. Non sarà "il controllore" di alcun concorso, come invece ha scritto qualcuno, perché NON esiste una figura di "controllore" e perché questo Ministero ha pieno rispetto dell'autonomia delle università e non vuol sostituirsi ad alcun organo ispettivo esistente, tantomeno alla magistratura". 
Una meschina marcia indietro del vice Ministro all'Istruzione, Lorenzo Fioramonti in una nota e un video pubblicati anche su Facebook.

Perché, è bene ricordare, lo stesso Fioramonti aveva scritto esattamente questo: “Oggi cominciamo con una persona che, in molti, già conoscete: Dino Giarrusso. Dino è laureato in Scienze della Comunicazione ed ha insegnato per vari anni all'Università di Catania, prima di diventare noto in tutto il Paese come giornalista investigativo per lo show televisivo Le Iene. Oltre che svolgere il ruolo di manager della comunicazione e mantenere i rapporti istituzionali tra il mio ufficio, il parlamento e gli altri ministeri, Dino dirigerà il nostro 'osservatorio' sui concorsi nell'università e negli enti di ricerca".
"Infatti, - continua il sottosegretario sulla sua bacheca social da quando sono entrato in servizio - meno di due mesi fa - ho ricevuto oltre trenta segnalazioni di concorsi sospetti! "In attesa che si riesca ad attivare - prosegue il sottosegretario - presso il Miur un vero e proprio ufficio di Ombudsman (Difensore Civico) che svolga questa attività in modo regolare ed istituzionale (un obiettivo che ci proponiamo di realizzare a breve), Dino ed il suo team saranno il punto di riferimento privilegiato per tutti coloro che volessero aiutarci a difendere e diffondere una cultura di trasparenza e meritocrazia nel mondo accademico italiano. Chi meglio di una ex-Iena per farlo”.

Ovviamente oggi non è vero. Fioramonti stava scherzando.
Resta il fatto - per quanto legittimo - che l’ex Iena trombata alle elezioni da ora in poi sarà pagato con il denaro pubblico. Ossia con le nostre tasse.

Esattamente piazzando amici, trombati e galoppini come la ‘vecchia politica’ che loro hanno chiassosamente criticato e condannato.