"Il clima di intolleranza fomentato dai politici": Amnesty dopo l'aggressione razzista a Sassari

L'Organizzazione internazionale condanna l'episodio con vittima un ragazzo della Guinea massacrato di botte da un branco di 5 persone che gli urlavano "tornatene a casa tua"

Una manifestazione di Amnesty international

Una manifestazione di Amnesty international

globalist 12 settembre 2018

Amnesty International torna nuovamente a condannare il razzismo. Lo ha fatto dopo l'aggressione di Sassari, la sera del 10 settembre, nei confronti di un giovane ragazzo della Guinea. Il migrante, di 22 anni, è stato pestato a sangue da un branco di cinque razzisti che gli urlavano "tornatene a casa tua" minacciandolo e insultandolo.
"Un fatto grave - ha affermato Amnesty international - che si aggiunge ad altri episodi di violenza, fortunatamente limitati, come l'incendio avvenuto presso l'ex scuola di polizia penitenziaria di Monastir che sarebbe dovuta essere trasformata in un centro per la prima accoglienza di migranti a novembre 2016 o le scritte minacciose nei confronti dei sindaci di Ozieri e Tula per aver aderito al bando Sprar e per aver permesso di ospitare a Tula un corso per formare migranti nel marzo 2018".
"Questi episodi - ha sottolineato Amnesty - paiono fomentati da un clima di intolleranza e spesso di confusione, ingenerata anche da comunicazioni avventate e inopportune da parte di rappresentanti politici".
"Utilizzare linguaggi inappropriati - ha concluso Amnesty - ed evitare di condannare in modo netto atti di violenza come quello sopra richiamato non può che fomentare e in qualche modo legittimare certi episodi di violenza".