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Violentarono una 12enne, il branco già fuori dal carcere: vogliono "studiare e lavorare"

Grazie all'istituto della "messa in prova", i tre minori (14-16 anni) saranno valutati da assistenti sociali per lil reintegro in società

Violenza
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globalist

9 Settembre 2018 - 09.25


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Sono passati appena tre mesi, ma i tre ragazzini di età compresa tra i 14 e i 16 anni che hanno violentato una 12enne a Castellammare di Stabia, in provincia di Napoli, sono stati rilasciati dal carcere minorile, per aver manifestato la volontà di “studiare e lavorare” e grazie all’istituto della “messa in prova”, secondo cui un atto contro la legge compiuto da una “personalità in crescita” non è di per sé indicativo di “una scelta di vita deviante”. In altre parole il minore che commette un reato ha diritto a una “seconda possibilità”, perché ha più chance di “redimersi” rispetto a un adulto. Nella convinzione che un programma di recupero, fatto di studio e lavoro, sia più utile e responsabilizzante rispetto a un periodo di detenzione.

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I minori sono parenti di un boss della camorra della zona, Don Mimì. Dopo aver violentato la ragazzina, l’hanno minacciata di mostrare alla famiglia il filmato dello stupro. Ma la ragazza ha avuto il coraggio di denunciare e il filmato è stato consegnato alle autorità, che lo hanno definito “brutale”. La famiglia della vittima ha lasciato la Campania per trasferirsi al Nord Italia. 

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Se la relazione degli assistenti sociali e degli psicologi sarà favorevole, i tre baby violentatori non solo non andranno a processo, ma vedranno anche estinto il reato a loro imputato

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