Famiglia macedone sterminata dalla figlia: "mi impedivano di sposare un italiano"

Blerta Pocesta ha confessato di aver organizzato l'omicidio dei suoi familiari, ma di non aver premuto lei il grilletto. Si continua a indagare

Blerta Pocesta (a destra) con la famiglia
Blerta Pocesta (a destra) con la famiglia
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5 Settembre 2018 - 19.59


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Non le avrebbero concesso di sposare un uomo italiano: questa la ragione che ha spinto la macedone Blerta Pocesta a uccidere il padre, la madre e la sorella minore. Per ora i giudici macedoni hanno disposto 30 giorni di carcere. 

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La donna, 28 anni, secondo la stampa locale ha ammesso di aver organizzato la strage familiare, negando tuttavia di essere stata lei materialmente a sparare e a uccidere genitori e sorella. Ciononostante, spiegano i giornali macedoni, gli inquirenti hanno rivenuto nella casa del massacro solo tracce sue e non di altre persone. Citando la polizia italiana, il quotidiano “Koha” afferma anche che Blerta Pocesta faceva uso di droghe e che in Italia era registrata come tossicomane.

L’uccisione di Amid Pocesta (55 anni), della moglie Nazmije (53) e della figlia Anila (14), famiglia macedone di etnia albanese e religione musulmana che risiedeva da tempo a Sacile (Pordenone), è avvenuta il 27 agosto scorso nella loro casa di Debar, località dell’ovest della Macedonia al confine con l’Albania, dove i tre erano tornati in occasione di un matrimonio.

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