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Rapine con armi e machete contro connazionali: arrestati cinque cinesi

Operazione dei carabinieri in cinque regioni. La banda utilizzava armi da fuoco e da taglio e le vittime venivano metodicamente terrorizzate, imbavagliate e legate con fascette di plastica

Rapine con armi e machete contro connazionali: arrestati 5 cinesi dai carabinieri
Rapine con armi e machete contro connazionali: arrestati 5 cinesi dai carabinieri

globalist

31 Agosto 2018 - 08.47


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Come la mafia cinese. I Carabinieri del Nucleo investigativo del comando provinciale di Gorizia hanno arrestato 5 cittadini cinesi ritenuti responsabili di numerosi furti e rapine ai danni di connazionali compiuti con particolare violenza, tanto da essere paragonati a componenti della mafia cinese. La banda, che terrorizzava le vittime, utilizzava armi da fuoco e machete.
Il blitz è scattato congiuntamente a Napoli, Mestre, Padova, Poggio a Caiano (Prato), Campi Bisenzio (Firenze) e Reggio Emilia in esecuzione di due ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal gip del Tribunale di Gorizia e di cinque decreti di fermo d’indiziato di delitto emanati dalla Procura della Repubblica isontina. Due soggetti sono destinatari di un doppio provvedimento.
L’operazione, denominata ‘Crimini d’Oriente’, ha permesso di risalire ai presunti responsabili di due rapine in appartamento, a San Pier d’Isonzo (Gorizia) e Mestre, e sette furti e tentativi di furti a Mantova, Milano, Treviso e Rovigo e anche ai danni di fabbriche e laboratori tessili di cinesi.
Particolarmente violenti i furti commessi. Gli indagati, nel corso dei loro raid criminali, utilizzavano armi da fuoco e da taglio, tra cui coltelli a lama lunga, accette e machete e non esitavano a usare violenza sulle vittime, che venivano metodicamente imbavagliate e legate con fascette di plastica.
L’indagine, hanno sottolineato gli investigatori, si è rivelata particolarmente complessa per la ritrosia delle vittime, tipica della comunità cinese, a denunciare alle forze dell’ordine i torti subiti, nel timore di andare incontro a ulteriori, gravi ritorsioni.
Durante le perquisizioni sono state rinvenute e sequestrate, all’interno di un capannone di Poggio a Caiano, numerose macchine da cucire industriali, provento dei furti compiuti dall’organizzazione criminale. E’ stata anche sequestrata un’autovettura Volkswagen Caddy, utilizzata dalla banda per gli spostamenti sul territorio nazionale.

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