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L'isteria degli italiani che sovrastimano le presenza di migranti nel Paese

L'errore di percezione è quello più alto tra tutti in Europa, caratterizzato dal maggior livello di ostilità verso l'immigrazione e le minoranze religiose. Lo dice una ricerca dell'Istituto Cattaneo

Migranti, gli errori degli italiani: sovrastimano le presenze nel Paese
Migranti, gli errori degli italiani: sovrastimano le presenze nel Paese

globalist

27 Agosto 2018 - 10.42


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In Europa gli italiani sono il popolo che sovrastima maggiormente la presenza di migranti extra-Ue sul proprio territorio. E l’Italia è anche il Paese collocato nella posizione più “estrema”, caratterizzata dal maggior livello di ostilità verso l’immigrazione e le minoranze religiose.
Sono alcuni dei dati che emergono dallo studio “Immigrazione in Italia: tra realtà e percezione” condotto dall’Istituto Cattaneo. Secondo la ricerca a fronte di una percentuale del 7% di immigrati rispetto alla popolazione, gli italiani credono invece che i migranti siano ormai quasi il 25%, con uno scarto del 17,4% sul dato reale.
L’errore di percezione commesso dagli italiani, sottolinea lo studio, è quello più alto tra tutti i paesi dell’Unione europea e si manterrebbe ugualmente elevato anche se considerassimo la percentuale di tutti gli immigrati presenti in Italia che, secondo i dati delle Nazioni Unite, corrispondono attualmente al 10% della popolazione (cresciuti di oltre 6 punti percentuali rispetto al 2007).
Gli altri paesi che mostrano un “errore percettivo” di poco inferiore a quello italiano sono il Portogallo (+14,6 punti percentuali), la Spagna (+14,4) e il Regno Unito (+12,8). Al contrario, la differenza tra la percentuale di immigrati “reali” e “percepiti” è minima nei paesi nordici (Svezia +0,3; Danimarca +2,2; Finlandia +2,6) e in alcuni paesi dell’Europa centro-orientale (Estonia -1,1; Croazia +0,1).
Gli errori di percezione sull’immigrazione in Europa, secondo l’Istituto Cattaneo, segnalano l’esistenza di una scarsa informazione dell’opinione pubblica su questa tematica. Però, aggiunge l’Istituto, l’errata stima sulla presenza di immigrati potrebbe derivare anche da pregiudizi – radicati negli elettori – che ne condizionano ex ante ogni valutazione. E così secondo la ricerca, chi per principio ha una posizione sfavorevole verso gli immigrati potrebbe essere indotto a ingigantire la portata del fenomeno oppure a giustificare il proprio atteggiamento in virtù di una percezione distorta della questione.
Per analizzare nel dettaglio questa relazione è stato preso in considerazione l’indice NIM elaborato dal Pew Research Center, che misura il grado di sentimento nazionalista, anti-immigrati e contrario alle minoranze religiose in 15 nazioni europee. Questo indice ha un intervallo che va da 0 a 10, dove 0 corrisponde a un atteggiamento di estrema apertura verso le minoranze religiose e l’immigrazione in generale, mentre 10 indica il massimo livello di chiusura e ostilità verso immigrati o cittadini appartenenti ad altre religioni.
Anche in questo caso l’Italia si conferma – su entrambi i fronti – il paese collocato nella posizione più “estrema”, caratterizzata dal maggior livello di ostilità verso l’immigrazione e le minoranze religiose. Naturalmente l’atteggiamento fortemente negativo verso l’immigrazione potrebbe essere la causa di una sovrastima degli immigrati presenti nella società, così come potrebbe esserne la conseguenza (chi ritiene che gli immigrati siano “troppi” potrebbe essere indotto a maturare un sentimento di ostilità verso gli stessi immigrati).

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