Sequestrare le persone è un reato, non è applicare il contratto di governo

Una elementare conoscenza degli articoli 10 e 13 della Costituzione basterebbe a fare chiarezza sulla vergogna della quale sono politicamente responsabili i fascio-penta-leghisti del governo

La nave Diciotti

La nave Diciotti

globalist 26 agosto 2018

Qual è la differenza tra democrazia e uno Stato autoritario o di polizia guidato dal Caudillo o Sultano o duetto di turno?
Lo Stato democratico ha una Costituzione e le leggi. E chi governa lo fa nel rispetto della Costituzione e delle leggi senza abusare dei propri poteri.
Talmente semplice che perfino un Di Maio qualsiasi potrebbe capirlo.
Ma la deriva fascio-penta-leghista ha obnubilato tutti e ormai in questo paese - complici i social media dove corrono montagne di falsità - ognuno pensa che che chiunque possa fare come crede e che tenere rinchiuse delle persone nemmeno clandestine (sono state raccolte il mare da un’imbarcazione italiana quindi sono naufraghi) privandole della loro libertà per motivi politici e non perché arrestate dalla magistratura in base ad un provvedimento motivato.
Quindi sequestrare le persone, arrestare illegalmente le persone, abusare dei propri poteri non è applicare il contratto ma violare il giuramento.
Se non ci fosse l’analfabetismo costituzionale che c’è, basterebbe ricordare l’articolo 10 e l’articolo 13 della Carta per capire, senza bisogno di tanti ragionamenti, quale sia stato l’arbitrio e l’abuso commesso sui migranti della Diciotti.
Dice l’articolo 10: “L’ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute. La condizione giuridica dello straniero è regolata dalla legge in conformità delle norme e dei trattati internazionali. Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d’asilo nel territorio della Repubblica, secondo le condizioni stabilite dalla legge. Non è ammessa l’estradizione dello straniero per reati politici".
Dice ancora l’articolo 13: La libertà personale è inviolabile. Non è ammessa forma alcuna di detenzione, di ispezione o perquisizione personale, né qualsiasi altra restrizione della libertà personale, se non per atto motivato dell’autorità giudiziaria e nei soli casi e modi previsti dalla legge. In casi eccezionali di necessita` ed urgenza, indicati tassativamente dalla legge, l’autorità di pubblica sicurezza può adottare provvedimenti provvisori, che devono essere comunicati entro quarantotto ore all’autorità giudiziaria e, se questa non li convalida nelle successive quarantotto ore, si intendono revocati e restano privi di ogni effetto. E` punita ogni violenza fisica e morale sulle persone comunque sottoposte a restrizioni di libertà. La legge stabilisce i limiti massimi della carcerazione preventiva.
Non è questa la sede per entrare nei dettagli. Va detto che, generalmente, i criteri utilizzati per concedere l’asilo sono più stringenti rispetto a quelli previsti dall’articolo 10 perché non basta vivere in un paese nel quale ci siano meno libertà che in Italia per ottenere l’asilo altrimenti - per fare un esempio - tutti i turchi in blocco, tutti gli egiziani in blocco o di tanti altri paesi che non abbiano gli standard democratici o di civiltà giuridica pari al nostro potrebbero chiedere l’asilo. 
Serve anche dimostrare che il richiedente asilo corra dei rischi personali nel rimanere in quel paese. Casi che vanno esaminati uno per uno.

Molti migranti della Diciotti provenivano dall’Eritrea, un paese noto per la repressione interna e per il non rispetto dei diritti. Come si può dire a priori che chi fugge da quel paese non sia meritevole d’asilo come dice la Costituzione?

Infine: l’articolo 13 è talmente chiaro all’ultimo studente di giurisprudenza che non si capisce come ci si meravigli che ciò che è accaduto sul suolo italiano (la Diciotti è territorio italiano) sia finito nel mirino della magistratura. Con una aggiunta: la Costituzione dice che è punita ogni violenza fisica e morale sulle persone comunque sottoposte a restrizioni di libertà.
E come vogliamo chiamare ciò che è successo a 150 persone ammassate su una nave, con due bagni, costrette a subire il gran caldo di giorno e la pioggia la notte mentre dormivano stese sui cartoni sul ponte della nave?
Professor avvocato Conte, possibile che lei ignori tutto ciò o nel suo ruolo di attaccapanni a cui l’hanno ridotta le è stato impedito di spiegare l’abc ai due figuri che l’hanno messa a palazzo Chigi?