Vivien Duffield, la filantropa ebrea: Israele è morto, ormai terra di apartheid

La donna che ha finanziato tra la'ltro il JW3 Jewish Community Center e il Museo della Torre David attacca Benjamin Netanyahu e la sua politica a Gaza. "Una catastrofe ogni suo gesto"

La filantropa ebrea Vivien Duffield

La filantropa ebrea Vivien Duffield

globalist 10 agosto 2018

Dame Vivien Duffield, una delle più grandi filantrope del mondo, ebrea, legatissima alle sue origini non la manda giù. Le violenze di Israele nella Striscia di Gaza sono per lei "puro orrore". La Duffield, in un'intervista al quotidiano israeliano Haaretz, ha detto senza mezzi termini che "il mio Israele è morto" e che "ogni decisione" che il primo ministro Benjamin Netanyahu prende "è una catastrofe". E ha incalzato definendo la nuova Nazione di stato nazionale come "Apartheid. E' il Sud Africa: una legge per un gruppo e un'altra legge per l'altro". Nel 1979, Dame Vivien assunse la presidenza delle Fondation Clore nel Regno Unito e in Israele, dopo la morte di suo padre, il finanziere ebreo britannico Charles Clore. Ha fondato poi la Vivien Duffield Foundation nel 1987 e le due fondazioni si sono fuse nel 2000 per diventare la Clore Duffield Foundation.


La fondazione ha dato ingenti somme alle istituzioni britanniche, sia non ebraiche - come la Tate e la Royal Opera House - che ebraiche - come il JW3 Jewish Community Center. Per Dame Vivien, è molto difficile difendere Israele in questo momento, rappresentarlo in Inghilterra". "Penso - ha aggiunto - che Israele non sopravviverà alla fine, non l'Israele che conoscevo, sinceramente non penso che tra 50 anni Israele esisterà come Israele, guardiamo alla demografia, quanti arabi ci saranno tra 50 anni?", ha detto la filantropa.
Dal 2007 al 2010 la Duffield ha presieduto la campagna per la Oxford University ed è fondatrice e presidente di JW3, il nuovo centro della comunità ebraica di Londra: ha dedicato la sua vita alla beneficenza in ogni settore. «Cominciò mio padre nel 1964 e così ebbe inizio la Fondazione. Pare che da allora abbiamo devoluto 198 milioni di sterline in Inghilterra e una cifra analoga, se non superiore, in Israele. In Inghilterra quello che non è andato al JW3, il centro della comunità ebraica che ho costruito, è stato destinato alle arti. In Israele per lo più è stata sovvenzionata la ricerca scientifica e il resto è stato destinato a fini sociali. E poi c’è il mio museo, il Museo della Torre di David a Gerusalemme».