Troppi italiani attraversano i binari rischiando la vita, i sottopassaggi sono pochissimi

Il rapporto sulla sicurezza (2016) racconta che proprio i pedoni rappresentano il 98% delle vittime

Famiglia travolta a Brancaleone

Famiglia travolta a Brancaleone

globalist 10 agosto 2018

Il drammatico incidente ferroviario avvenuto lungo la linea jonica a Brancaleone, in cui una donna è stata investita da un convoglio regionale mentre attraversava le rotaie con i due figli di 12 e 6 anni, morti entrambi, per raggiungere la spiaggia, riapre la questione sulla sicurezza delle linee ferroviarie in Italia. 


Un binario unico che corre parallelo alla strada e al mare, senza sistemi di protezione ma con dei sottopassi che punteggiano il tragitto; di cui si servono però in pochi - spiega il Corriere della Sera - preferendo attraversare le rotaie per guadagnare tempo e raggiungere prima i lidi. Così si presenta il tratto di linea ferrata in cui si è verificato l'incidente mortale, messo sotto sequestro dagli inquirenti. Oltre all'imprudenza di alcuni bagnanti, il vero problema su cui gli investigatori possono far poco è il deficit di sicurezza delle ferrovie, intese proprio come binari. Protetti e inaccessibili soltanto su alcune tratte.


Le numerose notizie di cronaca aumentano la percezione che viaggiare in treno sia sempre meno sicuro. Ma non è così, anzi. Secondo il "Rapporto sulla sicurezza ferroviaria nel 2016" presentato ad aprile 2017 dall'Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie (ANSF) sulla Rete Ferroviaria Italiana (RFI) nel 2016 si erano verificati 87 incidenti, 11 in meno rispetto al 2015 e il 35% in meno rispetto al 2005. Gli incidenti dunque sembrano diminuire.


Di questi, l'84% è dovuto "all'indebita presenza di pedoni" sui binari a causa di un imprudente attraversamento dei binari in stazione o al passaggio a livello. Dai dati sono, infatti, esclusi i suicidi. Proprio i pedoni, con 57 decessi, rappresentano il 98% dei morti del 2016, con picchi nelle seguenti città:



  • Milano 14 vittime

  • Roma 7

  • Bolzano 4 

  • Caserta 4 

  • Lucca 3

  • Verona 3


Il resto è causato da un'errata discesa o salita dei viaggiatori (3%), da problemi di manutenzione (5%), da un'errata esecuzione di manovra (3%), dal dissesto idrogeologico (1%) e dallo scontro con veicoli stradali (5%). In particolare, gli incidenti legati a "cause tecniche" sono diminuiti del 70% rispetto al 2005. Mentre è aumentata la percentuale di "investimento pedoni": dal 64% all'83%. 


In Italia ci sono circa duemila chilometri di rete regionale. Qui i numeri dei 2016 sono preoccupanti. Le vittime sono state 44, per un totale di 7 incidenti. La progressione degli ultimi anni evidenzia che quel dato relativo a due anni fa è il peggiore del decennio: di solito, anche queste reti riescono ad attestarsi su livelli di sicurezza buoni. Sia nel 2014 che nel 2015, ad esempio, le vittime erano state solo quattro. Nel tempo, però, si assiste a picchi di incidenti preoccupanti, come nel 2011 e nel 2013, quando è stato superato il tetto di 20 vittime.


Tuttavia, anche sommando il numero degli incidenti locali a quelli sulle reti nazionali, il dato, che sale a 94 incidenti totali con 127 vittime, è in calo di 8 unità rispetto al 2015 e di 32 rispetto al 2005. E la mortalità relativa al periodo 2010-2015 rappresenta l'1,8% del totale di tutti i sistemi di trasporto.