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Sarost 5, dopo 22 giorni alla deriva la nave dei migranti attracca in Tunisia

Stamani lo sbarco a Zarzis. Onore al capitano tunisino Ali Ajji che salvato i naufraghi, ha diviso i viveri con loro e non li ha mai abbandonati nonostante le tensioni, lo scoramento e la paura

Finita l'odissea della Sarost
Finita l'odissea della Sarost

globalist

1 Agosto 2018 - 12.39


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Finalmente. E’ attraccata al porto di Zarzis la nave battente bandiera tunisina Sarost 5, con a bordo 40 migranti tra cui due donne incinte e un ferito, bloccata da più di tre settimane al largo delle coste tunisine. Ad accogliere i migranti, oltre al personale della Mezzaluna Rossa, dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni e Unhcr anche il segretario di Stato tunisino per le Migrazioni e i tunisini all’estero, Adel Jarboui. Dopo giorni di standby, sabato scorso il premier Youssef Chahed aveva annunciato in Parlamento che era stata data l’autorizzazione all’attracco della nave per “motivi umanitari”.

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In mattinata si sono registrati momenti di tensione a bordo della Sarost 5 al momento dell’annuncio dell’attracco in Tunisia, poiché alcuni dei migranti avrebbero espresso il loro rifiuto a sbarcare nel Paese nordafricano, chiedendo il trasferimento in un Paese europeo. Allo sblocco di tale situazione avrebbe contribuito la mediazione con i migranti intrapresa da una delegazione di rappresentanti di organizzazioni internazionali e della Mezzaluna Rossa tunisina. “Grazie a Dio tutto è finito bene e i migranti sono sani e salvi”. Lo ha detto all’Ansa, Ali Ajji, il capitano della Sarost 5. I migranti – fa sapere il capitano – saranno trasferiti nel centro di Medenine, città nel sud del Paese, mentre le due donne incinte saranno portate in clinica per accertamenti.

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