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Pistoleri d'Italia: da Macerata a Vicenza l'escalation del tiro a segno al migrante

E poi Forlì, Roma, Latina, Vibo, Napoli. E' come un argine che si è rotto. La parabola nera di un Paese sempre più razzista che talvolta il "negro" lo uccide, come nel caso di Soumaila Sacko

Da Macerata a Vicenza: il razzismo è armato
Da Macerata a Vicenza: il razzismo è armato

globalist

28 Luglio 2018 - 08.36


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E’ una escalation, una parabola nera. Come se si fosse rotto un argine. Non solo insulti e aggressioni ai danni dei migranti, alcuni perfettamente regolari e inseriti, ma adesso si moltiplicano i casi di spari con armi ad aria compressa. Solo in uno degli episodi degli ultimi mesi contro rifugiati o profughi viene usato un fucile che ucciderà un giovane sindacalista: si chiamava Soumaila Sacko. Questa la cronaca secca, terribile, drammatica. Aspettando che le pistole ad aria compressa diventino pistole vere e proprie per la legittima difesa invocata da Salvini, il ministro supportato dalla lobby delle armi. 

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Macerata, 3 febbraio

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Paura per le vie del centro di Macerata per un raid razzista. Verso le 11 un uomo di 28 anni ha sparato dalla propria auto in corsa in alcune zone della città, ferendo sei persone, tutti africani, e colpendo negozi ed edifici. Sei feriti. Luca Traini, originario di Tolentino, incensurato, alto un metro e 80, fisico atletico, capelli rasati, è stato bloccato dai carabinieri dopo oltre un’ora in piazza della Vittoria, davanti al Monumento ai Caduti. Braccato dai militari, si è tolto il giubbotto e si è messo sulle spalle una bandiera italiana. Poi è salito sui gradini del monumento in piazza, si è girato e ha fatto il saluto romano. Al momento dell’arresto ha ammesso di essere l’autore del gesto.

Calabria, Vibo 2 giugno.
Lo ha puntato come il bersaglio di un tiro a segno e ha fatto fuoco. È morto così Sacko Soumayla, ventinovenne maliano, ucciso vibonese da un colpo di fucile che qualcuno ha sparato da lunga distanza. Insieme ad altri due uomini, Madiheri Drame, 30 anni, e Madoufoune Fofana, 27 anni, la vittima era entrata all’ex Fornace, una fabbrica abbandonata nella zona di San Calogero, alla ricerca di vecchie lamiere e altro materiale utile per costruire un riparo di fortuna.

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Caserta, 11 giugno
Daby e Sekou, due ragazzi del Mali ospiti di una struttura Sprar del Comune, vengono investiti da una raffica di colpi di pistola ad aria compressa sparati da una Panda nera in corsa, che già per tre volte li ha avvicinati. Daby viene ferito all’addome. In questura racconta che i tre aggressori, durante la scorribanda in stile Traini, inneggiavano a Matteo Salvini.

Napoli, 20 giugno
Konate Bouyagui, maliano di 22 anni, da quattro in Italia con regolare permesso di soggiorno, mentre torna a casa dalle parti di Corso Umberto si prende un piombino nella pancia sparato da due ragazzi a bordo di una macchina. Fa la chef, è perfettamente integrato ma racconterà alla stampa e agli inquirenti che ora l’Italia gli fa paura

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Forlì, 2 luglio
Una giovane donna nigeriana viene ferita a un piede. Sconosciuto il pistolero

Forlì, 5 luglio
Un ivoriano di 33 anni in bicicletta viene affiancato da un’auto, qualcuno dall’interno allunga fuori dal finestrino una pistola modello softair e gli spara. Viene colpito all’altezza dello stomaco

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Latina, 11 luglio
Feriti due nigeriani di 26 e 19 anni che aspettavano l’autobus a Latina Scal. I colpi vengono esplosi da un’auto scura. “Sembra chiara la matrice discriminatoria”, commenta il sindaco Damiano Coletta.

Roma, 17 luglio
Un uomo di 59, pensionato del Senato, alle due del pomeriggio “per provare l’arma” spara dal suo terrazzo al settimo piano di una palazzina in zona Cinecittà. Colpisce alla spalla una bambina rom di 13 mesi che rischia di non poter più camminare. L’uomo dirà di non aver mirato a nessuno in particolare. Viene confermato però che aveva modificato l’arma per potenziarla

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Vicenza, 26 luglio
Un operaio di origine capoverdiana è al lavoro su una pedana mobile a 7 metri di altezza quando sente un dolore alla schiena. A colpirlo un uomo che ha sparato dal suo terrazzo, che spiega ai carabinieri di aver sbagliato mira mentre tentava di prendere un piccione.

 

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