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Finanziamento illecito ai partiti: Verdini indagato a Messina

L'ex senatore avrebbe ricevuto 300mila euro per sostenere la designazione di Giuseppe Mineo, arrestato per corruzione in atti giudiziari, al Consiglio di Stato

Denis Verdini
Denis Verdini

globalist

26 Luglio 2018 - 09.54


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L’ex senatore di Ala Denis Verdini è indagato dalla Procura di Messina per illecito finanziamento ai partiti. I pm gli hanno notificato un avviso di garanzia e l’invito a comparire.
Il nome di Verdini compare nell’inchiesta che ha portato all’arresto dell’ex giudice del Cga siciliano Giuseppe Mineo, che Matteo Renzi voleva al Consiglio di Stato, con l’accusa di corruzione in atti giudiziari.
Secondo la Procura di Messina, attraverso una serie di passaggi societari, Verdini avrebbe ricevuto, a titolo di finanziamento del gruppo politico di cui era coordinatore, circa 300mila euro dall’avvocato Piero Amara, legale siracusano già coinvolto nell’inchiesta sul cosiddetto ‘Sistema Siracusa’.
Il denaro sarebbe servito a indurre Verdini a sostenere la designazione di Mineo al Consiglio di Stato. In effetti Mineo venne indicato dal Consiglio dei ministri del governo Renzi tra i possibili neo magistrati del Consiglio di Stato, ma la nomina venne stoppata a causa del procedimento disciplinare a cui il giudice era sottoposto.
La vicenda si inquadra nell’inchiesta per corruzione giudiziaria che ha coinvolto Mineo, accusato di essersi interessato perché fosse sovrastimato il danno chiesto, tramite ricorso amministrativo, da una ditta cliente di Amara, l’impresa Frontino “Open Land” impegnata in un contenzioso col Comune e la Sovrintendenza di Siracusa.
Il giudice era magistrato relatore in una delle cause. In cambio Mineo avrebbe chiesto la nomina al Cds, poi fallita, e 115mila euro, somma che Amara girò a un amico dell’ex giudice, l’ex presidente della Regione Giuseppe Drago che aveva bisogno di soldi per cure mediche.

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