Sos disperato dei migranti della Sarost 5: fateci sbarcare, siamo esseri umani

Da 14 giorni in mare: sono 40 e non li accetta nessuno: né Italia, né Francia, né Malta, né Tunisia. "Dividiamo il poco cibo con l'equipaggio, siamo allo stremo"

A bordo della Sarost 5

A bordo della Sarost 5

globalist 25 luglio 2018

Sono da 14 giorni in mezzo al mare. Sono i 40 migranti, gli invisibili a bordo della nave Sarost 5, bloccata da ormai giorni a largo di Zarzis, in Tunisia. L’imbarcazione non ha ricevuto i permessi per sbarcare perché nessuna tra Italia, Malta, Francia e Tunisia – il porto più vicino – ha dato l’autorizzazione. “Abbiamo lasciato la Libia mercoledì (11 luglio, ndr) dove abbiamo vissuto momenti difficili”, è un altro dei racconti riportati dal giornalista di Radio Radicale Sergio Scandura che ha raccolto la drammatica testimonianza di uno dei migranti a bordo:
"Buongiorno se ho deciso di palare oggi è perchè stiamo soffrendo, stiamo soffrendo molto. Sono 14 giorni che non mangiamo. L'equipaggio a bordo divide i pasti con noi ma non è abbastanza.


Siamo partiti dal nostro paese perché avevamo molti problemi. Oggi non sappiamo nè cosa sarà di noi nè dove ci troviamo. Ci sono delle donne tra di noi, non ci sono bagni. Ci laviamo sul ponte della nave. Non abbiamo spazzolino, niente. In mezzo a tutto questo ci dicono che arriveranno degli aiuti, ma non abbiamo ricevuto nessun aiuto dall'esterno.... Nessun responsabile del governo tunisino è venuto. Davvero stiamo soffrendo non va bene, soffriamo il mal di mare. Vomito ogni giorno. Dormiamo per terra.
Vi prego, venite ad aiutarci vogliamo scendere da questa nave. Noi non conosciamo l'altra parte del mondo, non siamo dei pesci, degli animali, non viviamo in acqua siamo degli esseri umani, siamo stanchi".
Lo stesso capitano della Sarost 5, con 14 membri dell'equipaggio, dice: "Non è possibile rimanere ancora alla deriva. Io devo sapere dove sbarcare questa gente".