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In balia delle bufale e in 'overdose di web': gli italiani e internet

I dati del rapporto Infosfera sull'universo mediatico italiano: l'82% non sa riconoscere una fake news. In aumento ansia, insonnia, dolori di stomaco, mal di testa e dimenticanze per le troppe ore in rete

In balia delle bufale e in 'overdose di web': gli italiani e internet
In balia delle bufale e in 'overdose di web': gli italiani e internet

globalist

22 Luglio 2018 - 08.43


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Poche notizie affidabili sul web e un’incapacità della maggior parte delle persone di riconoscere una bufala su internet. Nonostante un uso quotidiano della rete che ha provocato un aumento dei malori legati “all’overdose di web”.
Sono questi, in estrema sintesi, i dati allarmanti che emergono dal rapporto Infosfera sull’universo mediatico italiano. Lo studio è stato realizzato dal gruppo di ricerca sui mezzi di comunicazione di massa dell’Università Suor Orsola Benincasa guidato da Umberto Costantini, docente di Teoria e tecniche delle analisi di mercato ed Eugenio Iorio, docente di Social media marketing.
Per l’87% degli italiani i social network non offrono più opportunità di apprendere notizie credibili e l’82% degli italiani non è in grado di riconoscere una fake news, una bufala sul web.
La ricerca completa, giunta alla sua seconda edizione, è pubblicata integralmente sul sito web dell’ateneo napoletano. E’ stata realizzata in collaborazione con i ricercatori dell’Associazione Italiana della Comunicazione pubblica e istituzionale, del Centro studi democrazie digitali e della Fondazione Italiani – Organismo di Ricerca coinvolgendo un campione d’indagine superiore ai 1500 cittadini italiani, quindi con un errore statistico minimo che si attesta intorno al 2,5%.
Il rapporto Infosfera, che è stato presentato al Suor Orsola alla presenza del Commissario Agcom, Mario Morcellini, raccoglie i dati sulla percezione del sistema mediatico, con particolare attenzione al livello di credibilità, fiducia ed influenza delle fonti di informazione. Viene così disegnato il nuovo assetto dello spazio pubblico prodotto dai fenomeni della mediatizzazione, della disintermediazione, dell’information overload, della polarizzazione e della sottrazione di tempo e di attenzione.
L’overdose di web
Dalla ricerca emerge l’assoluta dipendenza degli italiani da internet. Il 95% del campione utilizza quotidianamente la rete, quasi il 70% lo fa per più di tre ore al giorno e il 32% per più di cinque ore. La metà di questi tempi è impiegata sui social network. E crescono così i malanni da “overdose di web”. Stati d’ansia (8,68%), insonnia (16,84%), confusione e frustrazione (6,38%), dolori di stomaco e mal di testa (8,36%) e dimenticanze (9,93%).
I social media e i dispositivi digitali stanno ormai rimodulando le facoltà mentali dell’individuo, il pensiero profondo, l’attenzione e la memoria. Il 69,34% degli italiani registra e memorizza le informazioni di cui ha bisogno sul telefono. Il 79,93% ritiene di essere in grado di trovare facilmente le notizie di cui ha bisogno e tende a fare un largo uso di free media piuttosto che di media a pagamento.
“È innegabile – ha spiegato Eugenio Iorio, coordinatore scientifico della ricerca – che si tratti di dati inquietanti perché in un’infosfera così configurata i cittadini/utenti, sprovvisti dei più elementari strumenti di analisi e di critica della realtà e privi di qualsiasi strumento di difesa, tendono ad avere una visione distorta della realtà, una visione sempre più prossima a quella desiderata dai manipolatori delle loro capacità cognitive”.

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