Stadio Roma, scarcerato Parnasi: il costruttore agli arresti domiciliari

Era in carcere dal 13 giugno. Per il gip di Roma nell'ultimo interrogatorio ha reso dichiarazioni che hanno attenuato le probabilità di inquinamento delle prove

Luca Parnasi

Luca Parnasi

globalist 20 luglio 2018

Il costruttore Luca Parnasi è stato posto ai domiciliari dal gip di Roma dopo una istanza presentata dai difensori. Parnasi è coinvolto nell'inchiesta per corruzione sul nuovo stadiodella Roma a Tor di Valle.
La decisione del gip Maria Paola Tomaselli è legata all'ultimo interrogatorio durante il quale l'indagato, in base a quanto si apprende, avrebbe reso dichiarazioni che hanno attenuato le probabilità di inquinamento probatorio.
Parnasi, che era detenuto in carcere dal 13 giugno scorso, è accusato di essere il 'dominus' di un'associazione per delinquere finalizzata alla commissione di una serie di reati contro la pubblica amministrazione nell'ambito dell'inchiesta sugli illeciti legati alla costruzione del nuovo stadio della Roma. Una prima richiesta di domiciliari, nonostante il parere favorevole della procura, era stata respinta dal gip due settimane fa.
Associazione a delinquere, corruzione, traffico di influenze, frodi fiscali e finanziamenti illeciti, i reati contestati, a vario titolo, alle 9 persone arrestate nell'ambito dell'inchiesta. Secondo la procura, il gruppo Parnasi avrebbe tentato di 'oliare' i vari passaggi dell'approvazione del piano dello stadio della Roma mettendo in atto una corruzione che la gip definisce "sistemica". Per arrivare all'approvazione del progetto, si sarebbe servito tra gli altri dell'avvocato, ex presidente di Acea, Luca Lanzalone, finito ai domiciliari con l'accusa di corruzione, che per la giunta Raggi seguiva la trattativa sulla modifica del piano e che in cambio dell'aiuto fornito avrebbe ricevuto incarichi e consulenze del valore di 100mila euro.