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La Guardia Costiera dice no alla disumanità: salvare vite è segno di civiltà

Lo ha detto il Comandate Giovanni Pettorino al termine del discorso per i 153 anni del Corpo, e ha aggiunto: "abbiamo prestato un giuramento, ognuno di noi, e dobbiamo tenervi fede".

Guardia Costiera
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18 Luglio 2018 - 20.36


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Il Comandante delle Capitanerie di Porto, ammiraglio Giovanni Pettorino, ha tenuto un discorso in occasione del 153esimo anniversario della fondazione del Corpo. A termine del discorso, ha così detto: “prestare aiuto a chiunque rischi di perdere la propria vita in mare è un principio che è segno e baluardo distintivo di civiltà”. 

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Pettorino ha ripercorso tutte le attività principali della Guardia Costiera – dalla sicurezza dell’ambiente marino al controllo della filiera ittica, dalla sicurezza dei bagnanti a quella della navigazione – soffermandosi poi sul soccorso ai migranti. “In questi ultimi anni – ha detto – ad invarianza di risorse umane disponibili, il Corpo è stato chiamato a far fronte ad uno sforzo inedito, quello del soccorso in mare a migliaia di persone in pericolo”. Un impegno “gravoso”, ha concluso, “che abbiamo assolto nella piena consapevolezza di ben onorare il giuramento prestato, da ciascuno di noi, di osservare la costituzione e le leggi. E un impegno cui abbiamo tenuto fede anche corrispondendo a quel principio non scritto che risiede nell’animo di ogni marinaio” prestare aiuto a chiunque rischi di perdere la propria vita in mare.

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