I tabulati tra il soccorso marittimo italiano e quello libico che il governo tiene segreti

Basterebbe poco per capire se ci sono stati dei naufraghi non salvati tra il 16 e il 17 luglio. Ma Salvini non ne dà notizia. La giornalista tedesca: "Quella notte morì anche una bambina africana"

Open Arms

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globalist 18 luglio 2018

Qualcosa non torna. Sono mezze verità che vengono fuori con il contagocce. Ad esempio, la giornalista tedesca Nadja Kriewald di N-Tv usata come testimone dalla guardia costiera di tripoli ora ammette: "A bordo della nave libica sono state 165 le persone salvate: 119 uomini, 34 donne e 12 bambini". Alla domanda se possa escludere che qualcuno sia caduto accidentalmente dalla nave nel corso dei soccorsi notturni, la giornalista ha risposto: "tutti i soldati e i componenti della nave si sono presi cura dei migranti, certo la nave era di 27 metri, se uno è a prua non sa cosa succede a poppa e viceversa, di conseguenza non posso escluderlo". Poi ha anche raccontato che "una bambina della Costa d'Avorio è morta, ma lo si è scoperto solo a bordo della nave libica, perché la mamma l'ha tenuta per tutto il tempo tra le braccia in gommone senza dire che fosse morta. Probabilmente temeva che se lo avesse detto, avrebbero buttato il suo corpo in mare". 


 


E intanto Erasmo Palazzotto parlamentare di Leu a bordo della nave Astral dell'ong Open Arms replica alle parole del ministro dell'Interno Salvini e dice: "Il governo italiano ha tutti gli strumenti per accertare cosa è successo in questo tratto di mare nella notte tra il 16 ed il 17 luglio. Noi non abbiamo niente da nascondere, perché Salvini non rende pubblici i tracciati delle motovedette libiche di quella notte? Perché non pubblica i tabulati delle comunicazioni tra Imrcc (ovvero Italian Maritime Rescue Coordination Centre il, Centro Nazionale di Coordinamento del Soccorso Marittimo, ndr) e la Guardia Costiera Libica del 16 luglio? Così vediamo chi ha qualcosa da nascondere. Qui a bordo - prosegue il parlamentare di Leu - non c’è niente da nascondere, ci sono 6 giornalisti internazionali, un giocatore dell’Nba che fa il volontario e un deputato italiano. Tutti testimoni di un crimine disumano. Abbiamo qualcosa da proteggere, una sopravvissuta, una testimone che ha bisogno di protezione e che non consegneremo ad un governo - conclude Palazzotto - che è complice e finanziatore dei criminali che l’hanno abbandonata in mezzo al mare."