Salvini quando vede un bimbo migrante morto non parla da padre: restino in Libia

Nonostante la drammatica denuncia di Open Arms sul mancato soccorso della Guardia Costiera libica, il ministro non recede: "Le Ong non si avvicinino in Italia". Ma sulla Libia lo smentisce anche la Ue

Matteo Salvini

Matteo Salvini

globalist 17 luglio 2018

Non si ferma, non recede. Dice di parlare  da padre ma non ha alcuna umanità il ministro dell'Interno Matteo Salvini che su Twitter, riferendosi proprio alle navi della Proactiva Open Arms che si trovano al momento in zona Sar davanti alla Libia e che hanno denunciato la vergogna della Guardia Costiera libica che lascia morire i migranti: "Due navi di Ong spagnole sono tornate nel Mediterraneo in attesa del loro carico di esseri umani. Risparmino tempo e denaro, i porti italiani li vedranno in cartolina".

Sulla Libia Salvini insiste: "Dobbiamo cambiare la normativa e rendere i porti libici porti sicuri. C'è questa ipocrisia di fondo in Europa per cui si danno soldi ai libici, si forniscono le motovedette e si addestra la Guardia costiera ma poi si ritiene la Libia un porto non sicuro. È un bipolarismo che va superato". Una richiesta però subito sconfessata dalla Ue: "Nessuna operazione europea o nave europea fa sbarchi in Libia perché noi non consideriamo la Libia un porto sicuro". E la stessa linea del governo, quella del cosiddetto "modello Lifeline" (chiudere i porti alle ong, e distribuire tra vari Paesi europei quelli approdati in Italia su navi istituzionali) non convince il presidente dell'Europarlamento Antono Tajani che ha spiegato a Repubblica: "I flussi non si bloccano tenendo in ostaggio le persone".