Diecimila cartoline da spedire al ministro Salvini: basta morti in mare

Si cercano: grafici, illustratori, creativi per dare vita a una 'sommossa' epistolare. Una campagna a sostegno di coloro che ogni giorno salvano le vite dei migranti al largo delle nostre coste

La campagna delle cartoline: un'ottima idea

La campagna delle cartoline: un'ottima idea

globalist 10 luglio 2018

Inviare 10.000 cartoline al Ministero dell'Interno con destinatario Matteo Salvini: è l'obiettivo di "Solo in cartolina - Estate 2018", la campagna di denuncia contro le morti in mare lanciata da un gruppo di giovani creativi per raccontare ciò che succede al largo delle coste italiane schierandosi al fianco di chi salva le vite .

L'iniziativa che chiama a raccolta creativi e illustratori da tutta Italia per raccogliere e inviare cartoline che mostrino ciò che accade nelle acque del Mediterraneo. Vintage, trash, anni '90 con saluti e baci dalle più belle località di mare italiane, al largo o a riva, con imbarcazioni di fortuna, gommoni fumanti e pieni di persone, giubbotti arancioni a galleggiare: cartoline dal mare, di qualsiasi stile purché ricordino la tradizionale corrispondenza estiva, verranno caricate con credits sul sito www.soloincartolina.it e poi stampate nel formato standard e inviate a Piazza del Viminale a Roma.
Scrivono gli ideatori: "Uno scoglio, un ulivo, una distesa di mare cristallino, un gommone sgonfiato e 60 persone in mare. Salutoni da Otranto! In una cornicetta a forma di cuore.
Vogliamo spedire 10.000 cartoline, tra il vintage e il trash, al Ministero dell’Interno: scorci di luoghi ameni d’Italia, sfondo dei tragici naufragi d’estate.
Stiamo chiedendo ai creativi di tutta Italia di inviarci i loro Saluti e Baci dalle località di mare che preferiscono, mostrando quello che accade davanti ai nostri occhi ogni estate, ma che scegliamo di non vedere. Solo in cartolina è una campagna di denuncia contro le morti in mare, che sostiene tutti coloro che ogni giorno salvano le vite dei migranti al largo delle nostre coste.
Soccorrere chi rischia di morire in mare è una priorità e un dovere a prescindere dalle diverse posizioni politiche sull’accoglienza. Ostacolare le operazioni di salvataggio è una violazione dei diritti umani che non può essere ignorata.Invia anche tu il tuo sostegno, partecipa alla sommossa epistolare!"