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Migranti, la stretta del Friuli Venezia Giulia: controlli straordinari ai valichi di confine

Rafforzati i controlli previsti dagli accordi con Austria e Slovenia: misure allarmanti pur di respingere. La Regione accoglie in toto la direttiva Salvini

Friuli Venezia Giulia: controlli straordinari ai valichi di confine
Friuli Venezia Giulia: controlli straordinari ai valichi di confine

globalist

9 Luglio 2018 - 12.07


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Come chiesto al governo dalla regione Friuli Venezia Giulia a guida leghista sono cominciati questa mattina, nelle zone in prossimità degli ex valichi di frontiera delle province di Gorizia e Trieste, controlli straordinari per il contrasto ai flussi migratori irregolari.
L’operazione è stata decisa durante un vertice a Trieste presieduto dal vice capo vicario della Polizia, prefetto Luigi Savina, alla presenza dei questori di Trieste e Gorizia e dei vertici regionali della polizia di frontiera, stradale e ferroviaria. Previsti posti di blocco nelle aree di confine.
Le azioni di controllo proseguiranno ininterrottamente per una ventina di giorni. A Gorizia i servizi straordinari, coordinati dalla Questura, vedranno impegnati anche operatori del settore di Polizia di frontiera terreste di Gorizia, della sezione di Polizia stradale e del locale posto di Polizia ferroviaria. L’azione sarà implementata dall’arrivo di rinforzi provenienti dai reparti mobili di Milano e Bologna e dal reparto prevenzione crimine di Milano. In tutto, informa la Questura, oltre trenta uomini.
A Trieste è previsto l’arrivo di rinforzi da Padova e Firenze. L’operazione prevede in particolare posti di blocco nelle aree di confine, con il controllo di automezzi e persone sospettate di attività di ingresso illegale all’interno dello Stato, anche in considerazione di una possibile intensificazione del flusso migratorio durante il periodo estivo.
Le nuove misure seguono la richiesta della regione Friuli Venezia Giulia al governo di rafforzare i controlli di retrovalico previsti dagli accordi con Austria e Slovenia, consentendo di respingere entro le prime 24 ore chi abbia varcato il confine illegalmente e di abolire la possibilità di ottenere il permesso di soggiorno per motivi umanitari previsto solo in Italia.
Qualche giorno fa il governatore della regione, Massimiliano Fedriga della Lega, aveva evidenziato la necessità di cambiare rotta sulle politiche di accoglienza, a partire dalla concessione dei permessi di soggiorno per motivi umanitari e dal potenziamento dei controlli sui confini per consentire i respingimenti.
Sulla stessa linea anche l’assessore alla sicurezza del Fvg, Pierpaolo Roberti anche lui della Lega. Premettendo che tutte le misure in tema di controllo dell’immigrazione spettano al governo, Roberti ha spiegato che la Regione punta a dare vigore a “controlli seri di retrovalico” per intercettare chi varca il confine e provvedere al respingimento entro le prime 24 ore, come stabilito dagli accordi bilaterali con Austria e Slovenia. “Queste persone provano a fare richiesta di protezione in Germania o Austria ma, quando se la vedono bocciare, arrivano da noi e ritentano la fortuna”.

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