La talpa della Procura di Roma? Candidata alle amministrative per Salvini

Simona Amodio, la funzionaria della Procura finita in carcere con altre otto persone, forniva informazioni riservatissime a un imprenditore in odor di camorra

Il tribunale romano di Piazzale Clodio

Il tribunale romano di Piazzale Clodio

globalist 26 giugno 2018

E' stata candidata alle ultime elezioni amministrative del 2016 a Roma, nelle fila di 'Noi per Salvini', Simona Amadio, la funzionaria della Procura di Roma finita in carcere, assieme ad altre otto persone tra cui sei poliziotti, per avere informato un imprenditore Carlo D'Aguano, in odore di camorra, in cambio di utilità.
Da anni impiegata in procura, Amadio era compagna di Angelo Nalci (addetto all'ufficio scorte della Questura) anch'egli finito in carcere. Nell'ordinanza del gip Cinzia Parasporo viene citato un dialogo tra i due, in cui lei "ripercorre una conversazione avuta con D'Aguano che aveva necessità di qualcuno che gli potesse fornire informazioni circa l'esistenza di procedimenti penali sul suo conto".


Amadio dice: "Io Carlo me lo voglio tenere, allora tu devi pensare amore, che come tutti 'gli impiccioni' lui ha amici poliziotti... la talpa in Procura... lui (D'Aguano ndr)...la prima cosa che mi ha chiesto è: 'mi posso fidare?'...a lui gli serve un appoggio in Procura, cioè qualcuno che va ad aprire a va a vedere''.