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Stato di polizia: perquisiti e identificati i braccianti in marcia per Soumaila Sacko

Erano attesi alla manifestazione di Reggio Calabria, ma sono stati fermati dalla polizia per una serie di controlli

Un manifestante
Un manifestante

globalist

23 Giugno 2018 - 14.59


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Il corteo di Reggio Calabria in memoria di Soumaila Sacko è iniziato, un grande fiume meticcio, come lo definisce il leader del movimento Aboubakar Soumahoro, ma c’è una nota stonata, passata in sordina e riportata solo da alcuni media: come riporta il Corriere della Calabria e anche molti utenti su twitter, i braccianti di San Ferdinando, nonostante avessero regolarmente pagato i pullman che dovevano portarli a Reggio, non hanno visto arrivare i mezzi e sono arrivati con parecchio ritardo. 

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Anche la delegazione cosentina ha avuto un ben più grave contrattempo: la polizia, senza apparente motivo, ha fermato i pullman e ha fotografato e schedato tutti i partecipanti, in quello che Usb definisce un ‘tentativo di sabotaggio’: “tutti i manifestanti sono stati fermati, fotografati e schedati, gli striscioni aperti e controllati, per verificare che non ci fossero slogan contro il governo e contro Salvini” racconta Paolo Leonardi, dell’esecutivo nazionale Usb.
Al di là della correttezza formale – la polizia ha ovviamente il potere di fare ciò che ha fatto – appare fin troppo evidente che alcune azioni altro non siano che una sorta di melina istituzionale per impedire o quando meno rendere difficile l’esercizio di un diritto costituzionale.
Avevano paura che fossero terroristi o che il ministro Salvini, ormai noto per insultare il mondo intero, potesse offendersi? Il segnale è molto brutto.

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Alla manifestazione presenti anche i sindaci di Reggio e Riace, Falcomatà e Lucano. Quest’ultimo ha dichiarato: “questo governo è vigliacco, fino ad oggi che cosa abbiamo visto? Che sono forti con i deboli, basta. La voce del governo si è fatta sentire solo per creare odio nella popolazione verso i Rom e verso i rifugiati. Non ci sono altri temi, il resto è secondario. Questo vedo, e questo è un atteggiamento di una politica vigliacca perché forte con i deboli”.

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