Il monito dell'Anpi: mai dimenticare l'odio di Almirante contro gli ebrei

In attesa che l'annunciata mozione della Raggi contro la strada dedicata al fascista Almirante venga approvata, l'Anpi ricorda un suo articolo del '42 contro il popolo ebraico

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17 Giugno 2018 - 09.16


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Nonostante la sindaca Raggi abbia annunciato una mozione contro l’intitolazione di una strada a Giorgio Almirante, all’attuale la situazione è che c’è una mozione approvata, quella di Fratelli d’Italia sostenuta dai cinque stelle, mentre quella della Raggi non è ancora stata discussa.

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Per evitare che si dimentichi il grosso pasticcio del Campidoglio, l’Anpi ripropone un articolo scritto da Giorgio Almirante il 5 maggio del ’42 sul giornale ‘La Difesa della Razza’, che riportiamo per intero:

“Il razzismo ha da essere cibo di tutti e per tutti, se veramente vogliamo che in Italia ci sia, e sia viva in tutti, la coscienza della razza. Il razzismo nostro deve essere quello del sangue, che scorre nelle mie vene, che io sento rifluire in me, e posso vedere, analizzare e confrontare col sangue degli altri. Il razzismo nostro deve essere quello della carne e dei muscoli; e dello spirito, sì, ma in quanto alberga in questi determinati corpi, i quali vivono in questo determinato Paese; non di uno spirito vagolante tra le ombre incerte d’una tradizione molteplice o di un universalismo fittizio e ingannatore. Altrimenti finiremo per fare il gioco dei meticci e degli ebrei; degli ebrei che, come hanno potuto in troppi casi cambiar nome e confondersi con noi, così potranno, ancor più facilmente e senza neppure il bisogno di pratiche dispendiose e laboriose, fingere un mutamento di spirito e dirsi più italiani di noi, e simulare di esserlo, e riuscire a passare per tali. Non c’è che un attestato col quale si possa imporre l’altolà al meticciato e all’ebraismo: l’attestato del sangue”

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