Dopo l’uccisione di Sacko i braccianti si organizzano contro il razzismo

A darne l'annuncio il sindacalista Usb Aboubakar Soumahoro, da giorni alla guida delle proteste contro un 'governo disumano'

I preparativi per l'evento

I preparativi per l'evento

globalist 17 giugno 2018

In seguito alla marcia in ricordo di Soumaila Sacko, ucciso a fucilate mentre prendeva dei pezzi di lamiera per la baraccopoli dove vivono i braccianti di Gioia Tauro, sembra che lo spirito di fratellanza e di consapevolezza sia riemerso tra i braccianti, sia italiani che migranti, che hanno organizzato un evento all’insegna della musica sotto gli slogan #RestiamoUmani, lo stesso di Vittorio Arrigoni, ucciso dai terroristi islamici a Gaza, e #PrimagliSfruttati, che ovviamente riprende quello di Salvini. 


A darne l’annuncio è Aboubakar Soumahoro, sindacalista da qualche giorno sulla cresta dell’onda e oggi anche nella copertina de L’Espresso accanto a Matteo Salvini, con il provocatorio titolo ‘Uomini e No’. 


38 anni, italo-ivoriano, Soumahoro è un sindacalista di Usb, come lo era Sacko, e da giorni guida le proteste a Reggio Calabria dei braccianti per protestare contro quello che definisce un ‘governo inumano’.