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Dal governo una circolare a regioni e province per abbattere le liste d'attesa della salute

La ministra della salute Giulia Grillo ha presentato il documento per la gestione delle liste d'attesa nel sistema sanitario nazionale

Giulia Grillo
Giulia Grillo

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15 Giugno 2018 - 12.44


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Il ministro della Salute Giulia Grillo ha inviato una circolare a regioni e province autonome per ricevere le informazioni necessarie per mettere a punto un piano nazionale del governo per abbattere i tempi delle liste d’attesa. L’obiettivo è verificare i tempi per visite mediche e interventi e condividere tutte le informazioni utili per studiare soluzioni ai ritardi.

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 “Metterò il massimo impegno e mi aspetto una grande collaborazione dalle Regioni in favore dei cittadini per abbattere lunghi e impossibili tempi d’attesa e per avere accesso ai servizi e alle informazioni”, ha detto la Ministra. E ha aggiunto, “cercherò di andare incontro a tutte le esigenze delle Regioni e ai loro eventuali problemi organizzativi, ma seguirò con grande determinazione nel corso del mio mandato questo obiettivo come uno dei capisaldi del Servizio sanitario pubblico e della tutela dei diritti della salute”.

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Le richieste di informazioni riguardano sette aree-chiave, i dati si riferiscono al 2017. In particolare nella circolare viene chiesto se tutte le prestazioni siano state effettivamente prenotate attraverso il Cup, il Centro unico di prenotazione, e se vi facciano capo tutte le “agende” delle strutture sanitarie pubbliche e quelle private accreditate. Se così non fosse, dovrà essere comunicato al Ministero della Salute il numero di quante siano prenotate tramite Cup e il numero complessivo di tutte le prestazioni sanitarie erogate, eccetto quelle ad accesso diretto.

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Se con l’offerta aziendale istituzionale non vengano garantite le prestazioni nei tempi massimi di attesa individuati dal Piano regionale di governo delle liste d’attesa, le Regioni dovranno spiegare quali misure sono previste, senza oneri aggiuntivi a carico degli assistiti se non quelli dovuti come eventuale quota di partecipazione, e se queste misure vengano effettivamente applicate. Si chiede inoltre quali iniziative siano state adottate per garantire un’adeguata informazione e conoscenza a tutti i cittadini delle attività e delle modalità di accesso alla prenotazione delle prestazioni.

E ancora: quali siano le modalità e i criteri individuati per la determinazione dei volumi di attività istituzionale e quelli di attività libero professionale intramuraria. Dal ministero intendono sapere poi se siano state stabilite le modalità di verifica dello svolgimento dell’attività libero professionale intramuraria previste dall’Accordo Stato-Regioni del 18 novembre 2010, e nelle Regioni in cui l’Organismo paritetico regionale non sia stato istituito o non sia pienamente funzionante, devono essere spiegate le ragioni dell’inadempienza.

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Infine nel documento si domanda se siano stati attivati strumenti di controllo per verificare che tutte le prestazioni erogate in libera professione intramuraria siano effettivamente prenotate attraverso l’infrastruttura di rete prevista fin dalla legge del 2007.

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