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Firenze, è morto il giovane scooterista travolto da un'auto impazzita

Non ce l'ha fatta Duccio Dini, vittima innocente di un Far West tra famiglie Rom. Aveva solo 29 anni La famiglia ha dato l'autorizzazione all'espianto degli organi. L'amarezza del sindaco Nardella

Duccio Dini, una sua immagine da Facebook: il ragazzo purtroppo non ce l'ha fatta
Duccio Dini, una sua immagine da Facebook: il ragazzo purtroppo non ce l'ha fatta

globalist

11 Giugno 2018 - 17.37


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E’ morto Duccio Dini, lo scooterista 29enne rimasto coinvolto nell’incidente scaturito da un inseguimento per strada tra famiglie rom rivali, alla periferia di Firenze, è morto all’ospedale di Careggi. La famiglia ha autorizzato l’espianto degli organi.

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Grande il dolore e l’amarezza del sindaco Nardella che dice: “Firenze non è razzista, Firenze non vuole la guerra: vendetta e violenza non appartengono al suo vocabolario. Non ci restituirebbero Duccio. Invito la cittadinanza a mantenere la calma e a partecipare uniti al dolore della famiglia – ha aggiunto Nardella -. Alle forze politiche chiedo di non avallare o organizzare iniziative che incitino alla violenza e all’odio razziale: questo è il momento del dolore e dell’affetto a chi è vicino a Duccio, non delle strumentalizzazioni e delle divisioni di parte”.
“Il Comune revocherà l’assegnazione dell’alloggio a coloro che saranno ritenuti responsabili di quanto è successo. Ed ho già dato mandato all’avvocatura di costituire Palazzo Vecchio parte civile nel processo che dovrà aprirsi. Quanto alla chiusura del campo nomadi del Poderaccio, deve essere chiaro la nostra posizione è sempre stata quella della chiusura. Quello dei campi è un modello di integrazione sbagliato”, ribadisce Nardella, oggi in Consiglio comunale, durante una comunicazione urgente sulla vicenda di Duccio Dini, il 29enne ridotto in fin di vita dopo essere stato travolto durante un inseguimento tra due auto guidate da 4 uomini residenti nel campo nomadi del Poderaccio che poco prima avevano litigato nel parcheggio di un supermercato. Il sindaco ha spiegato di avere “totale fiducia nel lavoro della magistratura: ci aspettiamo massima severità nel punire i criminali. Non possiamo ogni volta rassegnarci alla logica della fatalità: qua siamo di fronte alla violenza”, ha aggiunto. Nardella ha anche rivolto un doppio appello, al ministro dell’Interno Matteo Salvini, e a quello della Giustizia Alfonso Bonafede. “Se il ministro dell’Interno vorrà aiutare davvero la nostra città, ha la possibilità di mettere a disposizione della città ciò di cui ha bisogno: più risorse e più uomini per la sicurezza”. ha detto. E rivolto a Bonafede: “dia seguito alle nostre ripetute denunce rispetto a comportamenti illeciti avvenuti al campo nomadi del Poderaccio e in altre zone: i responsabili devono pagare per quello che hanno fatto, in base al sacrosanto principio della certezza della pena e della sua esecuzione”

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