Top

Centro migranti incendiato: il sindaco parla di xenofobia e si appella a Salvini

Il primo cittadino di Pescolanciano dopo l'incendio doloso che ha distrutto uno stabile per richiedenti asilo accusa: viviamo nel terrore"

Matteo Salvini
Matteo Salvini

globalist

4 Giugno 2018 - 13.38


Preroll

Xenofobia. Ma limentata da chi? Da quelli che oggi hanno i ruoli istituzionali per reprimerla. Un assurdo, no?
Manolo Sacco, il sindaco di Pescolanciano, dopo l’incendio doloso che ha distrutto una parte di uno stabile che avrebbe dovuto ospitare dei richiedenti asilo, chiede aiuto al neo ministro dell’Interno Matteo Salvini, che l’altro giorno annunciava la fine della pacchia per gli immigrati, perché faccia uscire il suo paese dal terrore. L’attacco contro la struttura per migranti è arrivato dopo le grandi tensioni di domenica in Calabria per l’omicidio di Soumaila Sacko, il 29enne maliano sindacalista.
Il sindaco Sacco, dopo aver detto di non escludere la pista xenofoba, ha detto di non sentirsi tutelato, come i suoi concittadini, e di vivere nel terrore. Sottolinea che lo stabile incendiato non è in regola, come se questo giustificasse il gesto, e che la popolazione è stanca di vedere certi abusi.
“Ho chiesto aiuto al ministro Salvini – ha annunciato il primo cittadino del comune della provincia di Isernia – scrivendogli una lettera. Gli ho detto che sono il sindaco di un paese di 900 abitanti e ho bisogno di una mano. Gli ho chiesto di prendere in considerazione quello che sta succedendo qui, proprio a lui che anche prima di diventare ministro ha dedicato grande attenzione al problema. Da Salvini mi aspetto un aiuto concreto”.
Il sindaco ha parlato esplicitamente di pista xenofoba. “Non escludo- le parole di Sacco – che si possa trattare di un gesto xenofobo. A Pescolanciano mi sento di dire che non ci sono persone che possano aver fatto un gesto del genere, ma non è possibile garantirlo al 100%. La pista xenofoba mi spaventa. Non riesco neanche a capire quali strumenti potrei utilizzare per fermarla. Confido nelle forze dell’ordine e nella magistratura per intercettare il responsabile. Non lasciateci soli”.
Dopo aver detto di essere stato lui a dare l’allarme e chiamare i Vigili del fuoco, “abito poco distante dallo stabile in questione durante la notte mi sono alzato e dalla finestra del bagno ho notato le fiamme”, il sindaco torna sull’incendio doloso.
“Sono pronto a restituire la fascia al Prefetto di Isernia – ha detto Sacco – perché non mi sento tutelato: viviamo in un clima di terrore. Condanno duramente il gesto ma abbiamo bisogno di aiuto. La popolazione è stanca di vedere certi abusi. Lo stabile incendiato non è in regola. Si trova, infatti, su una strada a scorrimento veloce e, quindi, senza possibilità di prevedere strisce pedonali. Inoltre lì accanto c’è un distributore di benzina e gas non bonificato. Ma come si può autorizzare? E’ questo che la popolazione contesta, non l’accoglienza o il colore della pelle”.

OutStream Desktop
Top right Mobile

 

Middle placement Mobile
Native
Box recommendation

Articoli correlati

Outofpage