La clinica per anziani era un lager: si ipotizza il reato di tortura

Due anziani salvati in extremis dai carabinieri: uno è gravissimo. Legati al letto, picchiati, drogati. Quattro operatori sono stati arrestati. La struttura si chiama "Il fiore", è a San Lazzaro

Lividi sulle mani di un anziano
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31 Maggio 2018 - 13.20


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Maledetti. Siano maledetti coloro che se la prendono con gli inermi, con chi non si può difendere. I carabinieri della compagnia di Bologna Centro e del Nas hanno eseguito quattro misure cautelari nei confronti dei responsabili e dipendenti di una casa famiglia di San Lazzaro di Savena, nel bolognese, accusati di maltrattamenti e vessazioni sugli anziani ospitati nella struttura. Uno è in carcere, due ai domiciliari e uno ha avuto un’interdizione dalla professione medica.
Sedati con farmaci psicotropi e barbiturici versati a loro insaputa nel caffe’ o nei succhi di frutta per renderli mansueti, legati al letto, insultati o strattonati e fatti oggetto anche di sputi e schiaffi: questo il quadro accusatorio nei confronti del titolare e di due dipendenti della casa famiglia privata “Il Fiore” di San Lazzaro di Savena, nel Bolognese, accusati di maltrattamenti nei confronti di sei anziani, tra i 60 ed i 90 anni, ospiti della struttura. “Il modo alla fine lo trovi percheé lo riduci come uno zombie e il problema è già finito”, “Se campa campa, se muore arrivederci. Un rompi cazzo in meno”, sono alcune frasi intercettate dai carabinieri e attribuite al titolare della struttura, un 70enne in pensione ex infermiere generico, sottoposto alla misura della custodia cautelare in carcere.
Arresti domiciliari per la coordinatrice e per una collaboratrice della casa famiglia e sospensione dalla professione per un medico di base (a Bologna e San Lazzaro) accusato di aver fornito, in cambio di denaro, i propri timbri e ricettari al titolare della struttura dandogli modo di approvvigionarsi a piacimento di medicinali poi somministrati agli anziani solo per renderli più mansueti. Contestati, a vario titolo, i reati di maltrattamenti aggravati da futili motivi ai danni di persone di minor difesa e per aver agito con abuso del rapporto fiduciario, lesioni gravi pluriaggravate, esercizio abusivo di professione sanitaria.
Uno degli ospiti della struttura, un anziano di 90 anni,si trova ora ricoverato al policlinico Sant’Orsola in gravi condizioni di salute: i carabinieri, che stavano ascoltando ciò che succedeva nella struttura, sabato scorso sono entrati nella casa famiglia dicendo di dover fare un controllo di routine e lo hanno portato via. “L’operazione, come scrive il Gip Alberto Ziroldi, ci ha consentito di salvare la vita a due pazienti. Quello che è emerso dalle indagini è una gestione degli anziani inaccettabile, sicuramente con il contenimento fisico e la somministrazione di benzodiazepine. Le posizioni di alcuni indagati potrebbero aggravarsi e potrebbe essere ipotizzato il reato di tortura, visti i danni psichici e fisici provocati”. Lo ha detto il procuratore capo di Bologna, Giuseppe Amato.

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