Associazione a delinquere: trent'anni al bandito sardo Graziano Mesina

Condanna confermata anche in appello per 'ex 'primula rossa' del banditismo sardo

Graziano Mesina

Graziano Mesina

globalist 22 maggio 2018

La Corte d'appello di Cagliari ha confermato la condanna a 30 anni di reclusione per Graziano Mesina, orgolese, per il reato di associazione a delinquere finalizzata al traffico di droga. Si chiude così l'ultima vicenda giudiziaria che vede protagonista 'Grazianeddu', come è noto in Sardegna, protagonista di una lunga stagione di crimini, sequestri e reati dagli anni Sessanta e arrestato ancora una volta il 10 giugno 2013 insieme ai 24 complici di una banda che aveva messo in piedi un traffico di stupefacenti dall'Italia alla Sardegna, oltre a estorsione e altri reati. 


 


La sentenza in primo grado del tribunale di Cagliari era arrivata due anni fa. Oggi il secondo grado di giudizio per Mesina, che attualmente si trova rinchiuso nel carcere di Nuoro Badu'e Carros. 


Graziano Mesina, che su Wikipedia è definito come "Il più famoso bandito sardo del dopoguerra" è nato a Orgosolo nel 194; è stato arrestato la prima volta a soli 14 anni per porto abusivo d'armi. Per i 50 anni successivi è stato accusato e processato per asssociazioni a delinquere e fatti criminali in Sardegna e in Italia. Famoso anche per le sue 22 evasioni (la fuga più rocambolesca è stata quella dal carcere di San Sebastiano di Sassari nel settembre 1966), ha girato le carceri di mezza Italia: Badu ‘e Carros, Volterra, Regina Coeli, Novara, Procida, Porto Azzurro, Voghera, Terni, Lecce, Vercelli.


Nel 2004 il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi gli accordò la grazia. Il provvedimento per la libertà è stato poi revocato con l'arresto del 2013 e la nuova condanna. 


Poco prima della sentenza di oggi, il detenuto aveva inviato un video alle sue avvocate Beatrice Goddi e Maria Lusia Vernierdalla cella del carcere nuorese: "Se verrò condannato – ha detto – sarò condannato innocente"