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La rivelazione di Scarpinato: Borsellino sapeva di morire e volle confessarsi in ufficio

Il Procuratore generale di Palermo: chiamò a palazzo di Giustizia un amico sacerdote per confessarsi e prendere la comunione

Paolo Borsellino
Paolo Borsellino

globalist

5 Maggio 2018 - 19.57


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Un’altra conferma che Paolo Borsellino sapeva di essere nel mirino, prossimo a morire dopo la strage di Capaci. Da Palermo, stasera, la conferma.”Il giudice Paolo Borsellino fu talmente consapevole di dovere morire, che proprio in questo palazzo di giustizia volle compiere un gesto simbolico: chiamò un amico sacerdote per confessarsi e prendere la comunione”.
Lo ha rivelato il Procuratore generale di Palermo Roberto Scarpinato intervenendo alla ‘Notte Bianca della Legalità al Palazzo di giustizia di Palermo alla presenza di un centinaio di studenti. “Ha scelto di confessarsi qui, che non è una chiesa perché qui aveva combattuto con gli altri e perché qui aspettava la morte”, ha aggiunto Scarpinato. “E fu lui stesso spiegare perché aveva fatto una scelta così drammatica”.
“Fino a qualche anno fa questa terra era oppressa da un abuso di potere pubblico per imporre con la violenza la volontà – ha proseguito Scarpinato – Una organizzazione di prepotenti che puniva chi osava ribellarsi áper dare una lezione esemplare a tutti. Il messaggio era di farsi gli affari propri. In tanti si erano rassegnati. Se voi non avete ereditato questa prepotenza è perché in questo palazzo un piccolo gruppo di persone ha iniziato una piccola rivoluzione. Una rivoluzione della legalità. Avviata da persone come Paolo Borsellino”. 

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